04 agosto 2015

Un'estate fa



da internet immagini


E' il 4 agosto e dovrei sentirmi logorato dalla stanchezza della stagione estiva, così come avveniva fino a non molti anni fa, quando si arrivava a ridosso di questi giorni e si si sentiva il peso, la fatica di un periodo di lavoro che, generalmente, iniziava con la Pasqua ed era un lasso di tempo più o meno di quattro mesi in cui davamo noi stessi, nel vero senso della parola.

Erano giornate senza tregua, agenzie stracolme dalla mattina alla sera, trattative che si protraevano oltre il normale orario di lavoro e spesso quando ritornavamo a casa eravamo attesi da amici e parenti  che con la scusa di venirci a trovare cercavano delle soluzioni per le loro vacanze, e sapevano di poter contare sulla nostra piena disponibilità.

Questi erano i giorni più frenetici, perché erano i giorni delle partenze e quindi era un correre da un capo all'altro della città per ritirare i documenti di viaggio da consegnare ai clienti in partenza; giornate a stampare e controllare biglietti di ogni tipo e a questo si sovrapponeva l'arrivo delle persone che non cercavano tanto il last minute, ma avendo avuto da poco la certezza del periodo di ferie, venivano in agenzia, consapevoli di rivolgersi ad un professionista che si sarebbe, comunque, dato da fare per mandarli in vacanza, seppur prenotando sotto data.

Vorrei riprovare quella stanchezza ed invece sono qui con una grande voglia di scrivere a conferma che ho ancora energie da spendere, proprio perché l'estate è scivolata via senza grandi sussulti e anzi a dir la verità credo che questa, almeno per me, sia stata la stagione più noiosa e monotona, dopo tanti, tanti anni dedicati a questo lavoro.

Le situazioni internazionali hanno quest'anno ridotto il mondo a pochissime destinazioni, mete di turismo soprattutto a scopo balneare, con collegamenti aerei gestiti in gran misura da compagnie aeree low cost e quindi, pur con tutto il mio rispetto anche per questo tipo di vacanza, è un prodotto in cui alla fine il contributo di un agente di viaggi, con tutti i suoi trentacinque anni di esperienza, si riduce ad un ruolo quasi passivo, di mera esecuzione di un lavoro, svolto prevalentemente dal cliente stesso che ha già visto il prezzo del biglietto aereo, il prezzo degli alberghi, il prezzo di una eventuale auto noleggiata.

Qualcuno potrebbe obiettare che in questo ci dovremmo sentire, invece, più contenti, perché così si è facilitato il nostro compito. All'apparenza sembrerebbe così ma nella realtà non lo è.

Non sempre, fortunatamente, ma spesso, ci si confronta con un mondo fatto di informazioni attinte spesso da canali improvvisati e che non hanno elementi di oggettività, con clienti che partono dal prezzo e da un'idea di prezzo che non può essere sempre compatibile con un adeguato livello di servizi che possano
garantire quel minimo di sicurezza, di qualità, di rispetto anche di regole di etica professionale e soprattutto viene a mancare quell'apporto che è alla base della storia personale di chi in questo settore ci è cresciuto, dedicando ad esso gran parte della sua vita.

Con questo non voglio assurgere al guru della situazione e devo dire che la mia umiltà mi porta a rendermi conto che da un cliente posso attingere delle preziose informazioni se tra me e lui nasce quel rapporto di collaborazione, di lealtà in cui il cliente arriva da me non con l'atteggiamento di sfida, sapendo bene che se lui ha passato serate intere a studiarsi nei minimi particolari una destinazione, rivoltandola da capo a piedi, non può pensare di arrivare in agenzia e trovare un agente di viaggi che sia la "Treccani"
del mondo intero, ma si rivolge a me e chiede se insieme possiamo lavorare su quella sua idea di viaggio, accogliendo i suggerimenti tecnici, o il consiglio di un professionista.

Quest'anno si è acuito un fenomeno in cui sembra che quelle belle destinazioni in cui il ruolo dell'agente di viaggi veniva fuori nella sua più ampia espressione, si sia come dissolto, scomparso, volatilizzato o forse veramente i mezzi oggi a disposizione del cliente non rendono più necessario l'apporto di chi dovrebbe fare questo lavoro.

Vorrei ritornare ad aprire un atlante, con le sue belle carte colorate, con le sue mappe e guardare insieme al cliente il nostro vasto mondo e su questo mondo andare a creare insieme quegli itinerari che riportino il mondo al centro dell'attenzione, e riportino il cliente al centro del mondo.

Vorrei tornare a parlare con il cliente delle sue motivazioni che lo spingono a partire, di cosa lui voglia portarsi dietro da un viaggio, vorrei che non fosse solo quel maledetto prezzo, il più delle volte un prezzo aleatorio ad essere la base di una partenza, altrimenti si rischia veramente di essere inghiottiti tutti quanti in un girone dantesco in cui si perde di vista ogni obiettività e tutto diventa una grande accozzaglia, svilendo la bellezza, la poesia di un viaggio, di una partenza per quel luogo immaginario che ognuno nasconde dentro di sé. (Santo David)

Un'estate fa la storia di noi due
era un po' come una favola
ma l'estate va e porta via con sè
anche il meglio delle favole.
Franco Califano




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