lunedì 26 luglio 2021

Vacanza Green Pass

 

Nel febbraio 2018 scrissi un divertente articolo in cui immaginavo una famiglia tradizionale, composta di due adulti e due bambini, che si recava in un'agenzia di viaggi per prenotare la tanto agognata vacanza.

Quella che sarebbe dovuta essere una piacevole esperienza che la famiglia pensava di poter risolvere in poco tempo, divenne invece una sorta di "odissea".

Il racconto seppur enfatizzato, non si discosta da quella che è poi la prassi comune.

Quando si acquista un viaggio e ci si rivolge ai "professionisti",  questi sono tenuti a rispettare una serie di normative dettate dal Codice del Turismo, dal Contratto di Viaggio, dalle Convenzioni Internazionali, dalle normative della Privacy, nell'interesse del consumatore.

Se la stessa famiglia oggi tornasse in agenzia per acquistare un viaggio in periodo Covid, probabilmente i tempi si dilaterebbero ancora di più.

Tanto per iniziare l'agenzia di viaggi deve sapere quali sono le destinazioni che sono aperte al turismo e quali no, andando a verificare gli elenchi pubblicati sul sito della Farnesina che ha suddiviso il mondo in cinque liste, che vanno dalla lettera A alla lettera E, in base al grado di rischio di ogni Stato.

Una volta individuato se è permesso viaggiare per turismo verso un determinato Stato, si dovranno controllare con attenzione le normative specifiche per entrare in quella destinazione, quali criteri applicare al rientro in Italia.

Al momento tutta l'Italia è di colore bianco, ma ci sono stati periodi in cui avevamo zone gialle, arancioni e rosse con tutta una serie di normative differenti in base al colore, e questo incideva in particolar modo per gli spostamenti tra regioni con colori diversi, a volte anche tra province e comuni della stessa regione.

La famiglia potrebbe avere il Green Pass per tutti i componenti o per una parte di essi.

Se fosse necessario anche fare il tampone?

Che tipo di tampone? Molecolare, rapido o che altro tipo?

Verificato quale tipo di tampone, si deve sapere se va fatto entro le 48 o le 72 ore, oppure a campione in aeroporto.

Siamo a posto così?

Ci sta da verificare se è necessario compilare eventuali moduli obbligatori per poter viaggiare verso un determinato Stato.

Modulo da compilare manualmente o ci si deve registrare su un sito specifico?

Se per raggiungere una delle mete possibili per turismo, si dovesse utilizzare l'aereo, bisognerà controllare se ci sono voli, chi li effettua, quali procedure richiede la compagnia aerea.

Se dopo aver prenotato e comprato il biglietto, la compagnia aerea cancellasse il volo?

Verificato ogni aspetto preliminare si può passare all'acquisto del pacchetto turistico.

Sembra facile.

Che tipo di policy applica il tour operator qualora una volta prenotato il viaggio, subentrassero delle motivazioni previste da contratto per le quali il viaggio può essere cancellato o modificato?

Che tipo di assicurazioni sono previste nella proposta di viaggio? Che tutele prevedono? Sono incluse le motivazioni correlate al Covid 19?

Leggere quanto riportato sopra porterebbe allo sfinimento anche la persona più tenace di questo mondo e fa perdere la voglia di pensare a un viaggio.

Le notizie che ci vengono distillate in continuazione rendono ancora più angosciosa una situazione complicata e difficile.

Questo però non ci deve portare al disfattismo, a rinunciare alle attività di cui abbiamo bisogno per dare un senso alle nostre vite.

Il viaggio è sempre esistito da quando esiste l'Uomo: ha permesso ai grandi navigatori di arrivare a scoprire terre lontane, a uomini avventurosi di arrivare dove sembrava fosse impossibile. 

I mercanti viaggiavano e portavano le merci in tutto il mondo. 

Gli scrittori hanno riempito pagine e pagine con i loro racconti di viaggi.

Non è la prima pandemia che colpisce l'Umanità eppure siamo qui.

La medicina di oggi non è quella di ieri, tante malattie che sembravano impossibili da vincere, sono state debellate.

Dovremo ancora fare dei sacrifici, limitarci nelle nostre attività, osservare delle regole ben precise nell'interesse nostro e di tutto il mondo, in particolare quei paesi molto più poveri di noi e che non hanno protezioni adeguate.

Dobbiamo continuare a viaggiare, essere fiduciosi che torneremo a farlo in tutto il mondo.

Quanto tempo ci vorrà non lo possiamo dire ma arriverà quel momento.

Se per organizzare il vostro viaggio, anziché voler fare da soli, ritenete che sia più sicuro affidarvi ai professionisti del settore, sicuramente fate una scelta oculata, soprattutto in un periodo così complicato.

Importante è fare in modo che la scelta del viaggio venga effettuata con la dovuta calma sia da parte vostra che da parte del vostro interlocutore, quindi almeno in questa occasione non cedete alla tentazione di guardare il cellulare, di rispondere al telefono, di pensare ad altro, di andare di corsa.

Prendetevi tutto il tempo necessario per esaminare bene tutti gli aspetti che andranno a incidere sullo svolgimento del viaggio.

Il "professionista" nonostante le ingenti difficoltà che sta comunque attraversando, vi accoglierà con il sorriso che lo ha sempre contraddistinto, e darà tutto se stesso perché voi possiate viaggiare anche in tempo di Green Pass.

Non rinunciamo al viaggio, una delle tante cose belle della Vita.








mercoledì 9 giugno 2021

Giugno 1981 - Giugno 2021: un viaggio di quaranta anni.

 

pixbay

Era il 15 giugno del 1981, quando per la prima volta presi possesso di una postazione che non sarebbe stata da me occupata per il periodo di un tirocinio, ma si presentava come la prima reale occasione di poter essere il traguardo a cui ambivo sin da piccolo...

Il mio amore per i viaggi nasce dalla curiosità che avevo quando, ancora bambino, leggevo i romanzi di Jules Verne, di Emilio Salgari, di Stevenson. Libri che i miei genitori ma anche i parenti e gli amici non mi facevano mai mancare, sapendo quanto io fossi attratto da quelle letture.

 "Il bambino che sognava il mondo"

Vivendo in un appartamento che non era certo una villa, dovendo condividerlo con gli altri membri della famiglia, spesso cercavo un angolo di quiete nella mia piccola stanza. Da lì guardavo fuori della finestra, immaginando quel mondo lontano che veniva raccontato e descritto in quei romanzi.

Quando mi trovavo nei pressi della Stazione Termini, chiedevo a mia madre di passare dentro la Stazione perché ero attratto dal movimento dei treni in entrata e in uscita. Avrei voluto anche possedere un plastico ma sapendo che questo non era possibile, mi accontentavo della passeggiata al binario 24.

"Binario 24"

I miei primi esperimenti da futuro agente di viaggi, li ebbi in occasione delle vacanze estive, quando insieme al mio papà ci davamo da fare per predisporre la partenza in treno da Roma a Palermo, per raggiungere il paese natio di mio padre (Polizzi Generosa) e quelle vacanze sono rimaste uno dei ricordi più indelebili.

"Le vacanze di un bambino a Polizzi Generosa"



Alle scuole superiori decisi di frequentare gli studi che mi avrebbero dovuto portare a conseguire il diploma di operatore turistico. Fu una scelta non molto chiara per chi mi conosceva, in quanto in quegli anni i ragazzi sceglievano la scuola per ragionieri, per geometri, i più "snob" il liceo classico o lo scientifico. 

Durante gli anni della scuola, insieme al mio storico amico Ernesto, organizzavamo delle gite in pullman. Tanto fu il successo, che ci trovammo a dover gestire gite con più bus: andammo a Firenze, all'Isola del Giglio, a Orvieto (con annessa caccia al tesoro per le vie del paese) al lago di Bolsena.

Nel 1980 conseguii il diploma di Operatore Turistico con la votazione 60/60 che all'epoca era il voto massimo.

A partire dai professori, tutti vedevano in me un futuro universitario e restavano basiti quando dicevo loro che il mio sogno era quello di poter lavorare in un'agenzia di viaggi.

In attesa di trovare occupazione in agenzia, facevo dei lavoretti tipo vendere le enciclopedie, le macchine da cucire, i dispositivi sanitari per pagarmi l'Università. 

Mi ero concesso due opzioni: se entro un anno dal diploma avessi trovato il lavoro in agenzia, avrei abbandonato gli studi di Scienze Politiche che frequentavo con l'ambizione di poter entrare nel mondo del giornalismo, un mondo che mi ha sempre attratto. Se non avessi trovato posto in agenzia, mi sarei dato totalmente agli studi universitari.

Ebbi vari tentativi di approccio in eleganti e storiche agenzie di Roma (oggi non più esistenti) in cui venivo ricevuto da affascinanti titolari sia di sesso maschile che di sesso femminile, con i loro visi abbronzati, chiome fluenti, che mi guardavano con supponenza, degnandomi solo di poche parole:   "noi cerchiamo solo persone esperte"

Stavo perdendo tutto il mio entusiasmo quando arrivò quel momento in cui passa il treno fortunato...


Agli inizi di giugno del 1981 lessi l'ennesima inserzione di lavoro sul quotidiano "Il Messaggero".

Ero titubante se rispondere o non rispondere (a dire il vero non avevo neanche capito cosa stessero cercando) e dissi a me stesso: "questa è l'ultima a cui rispondo, se mi prendono scelgo il turismo, se non mi prendono vado a dare il primo esame, dal momento che avevo studiato circa 1200 pagine di Diritto Pubblico.

Alla fine non ho dato l'esame, per troncare ogni tentazione di dover proseguire con gli studi universitari, perché quell'ultima inserzione a cui risposi, fu la porta per entrare nel mondo dei viaggi ed esserne io uno degli attori principali.



Descrivere la vita di un agente di viaggi negli anni Ottanta meriterebbe un libro intero per far capire di quali capacità dovevamo essere dotati per poter vendere biglietti e viaggi organizzati con gli strumenti che avevamo allora.

Nel mio blog Santo David Consulenza viaggi e vacanze ci sono tanti racconti che parlano di quel periodo. Uno di quelli a cui sono più affezionato è una ipotetica lettera che scrissi a me stesso:

"Ciao vecchio mio"

L'agenzia di viaggi dove iniziai il viaggio  è la VISS Travel, una storica agenzia di Roma, oggi egregiamente condotta dalla cara amica Noemi e dal suo team di grandi professionisti.

Alla Viss trascorsi ben quindici anni di questo viaggio e quando iniziai avevamo come target le scuole.

Erano tempi in cui i viaggi d'istruzione erano gestiti in prima persona dal Preside.

Il viaggio era un momento importante per le comunità che esse rappresentavano. 

Partivano per viaggi anche di una settimana, dovevamo organizzare gruppi a volte di trecento/quattrocento persone che partivano da luoghi dove i collegamenti non erano certo il massimo.

Le corrispondenze sia con le scuole che con i nostri rappresentanti all'estero, si effettuavano ricorrendo al telex, alle lettere scritte con la macchina da scrivere che andavano poi imbustate, affrancate e spedite.

Non avevamo ancora i supporti tecnologici di oggi, le biglietterie erano tutte manuali, le prenotazioni si facevano in via telefonica con lunghe attese per prendere la linea.




Nonostante tutte le difficoltà oggettive, ricordo quegli anni con tanta nostalgia per la passione, l'impegno, la forte motivazione, il sentirsi fieri ed orgogliosi di essere agenti di viaggi.

Nel 1996 lasciai la Viss Travel per avventurarmi in una nuova sfida professionale.

Erano anni in cui il turismo andava a gonfie vele, le agenzie erano gli unici punti di riferimento per l'organizzazione di un viaggio. Quando era il periodo estivo avevamo la fila fuori dei nostri uffici.

"Quando c'era la fila"

In quegli anni, sulla spinta del boom dei viaggi, aprirono diversi network, nacquero le prime reti di consulenti, molte persone lasciavano anche posti di lavoro sicuri e garantiti per aprire agenzie, pensando che questo fosse un lavoro semplice, divertente e che li facesse guadagnare molto.

Ci sentivamo sul podio e pensavamo che mai nessuno avrebbe potuto spodestarci.


Ci fu una mattina che sconvolse il mondo...

In Italia erano le 15 e stavo al bar a prendere un caffè con un collega. Rientrammo in ufficio e trovammo il titolare e l'altra collega che stavano cercando di capire dalla radio cosa stesse accadendo a New York. Era l'11 settembre del 2001

"11 settembre, per non dimenticare"

Fu la prima vera grande tragedia del Dopoguerra e la prima grande crisi che il mondo del turismo dovette gestire (avevamo anche avuto un precedente con la Guerra del Golfo ma non certo a questi livelli).

Ricordo come se fosse oggi quello che accadde man mano che arrivavano le notizie sempre più drammatiche dagli Stati Uniti.

Da allora è stato come se gli eventi andassero sempre più portandoci dentro un labirinto.

Ci siamo ritrovati a dover gestire una serie di eventi che sfuggivano ad ogni nostro controllo: il terrorismo internazionale che cresceva di violenza, emergenze sanitarie, vulcani che eruttavano e impedivano agli aerei di volare per giorni interi, la tragedia della Costa Concordia.

Di seguito alcuni degli articoli che scrissi in quel periodo:

"Warning Egitto"

"Egitto in Fiamme"

"Tunisia ti siamo vicini"

"Un triste weekend"

Nel frattempo un subdolo nemico stava facendosi largo tra di noi.

Forse eravamo troppo presi a gestire le emergenze, forse abbiamo sottovalutato il pericolo, forse ci sentivamo indistruttibili e non ci siamo resi conto che quel pericolo è poi diventato lo strumento che ha messo in forte crisi quel settore che per anni aveva gestito i desideri, i progetti di vacanza di milioni di persone.

Gerd Altman

Si creò una sorta di corto circuito mentale che compromise quel rapporto di fiducia e di lealtà reciproca tra il cliente che si apprestava a partire e l'agente di viaggi che si faceva carico di trasformare quel sogno in un qualcosa di concreto. Eravamo nella confusione più totale.

"Che confusione"

"Agente di viaggi in crisi d'identità"

Nel frattempo, dopo aver avuto il ruolo come capo agenzia e responsabile vendite dell'Immagine Turismo, nel 2004 entrai come socio e direttore tecnico nella Manyara Viaggi per un bel viaggio che andò avanti fino al 2015.

La decisione di mettere fine ad una storia che ti ha accompagnato per 35 anni non è facile da prendere.

Ci sono però situazioni in cui la vita ti pone davanti a un muro, hai solo due scelte: continuare a farti del male con il rischio di aumentare le difficoltà, o avere il coraggio di scrivere la parola fine per darti un nuovo inizio.


Dirla così sembra facile, viverla di persona è destabilizzante.

Un luogo, una situazione di vita in cui hai dato te stesso e da cui hai ricevuto grandi doni, ti resta dentro.Quando senti che quella situazione ti sta dando disagio, ti provoca malessere è difficile accettare la nuova realtà ma ne devi prendere atto e capire cosa puoi fare per tornare ad amare il tuo lavoro, per svegliarti ogni mattina con l'entusiasmo e l'energia che ti ha sempre caratterizzato.

Chiudendo quel capitolo, ci furono dei mesi di smarrimento. Ritrovarsi in un'età matura a dover riposizionare le pedine nel gioco degli scacchi della vita, comporta prendere delle decisioni che non possono essere le stesse che puoi prendere in età giovanile, quando hai una sterminata prateria da percorrere.



Cominciai a riflettere su come avessi potuto continuare a valorizzare quella passione che si era originata in quella stanza di tanti anni prima.

Sentivo che non avevo più il desiderio di tornare dentro un luogo chiuso, avevo bisogno di trovare un equilibrio tra la professione e il resto della vita. Avrei voluto continuare a parlare di viaggi, a organizzarli, a venderli, a condividerli, però nello stesso tempo volevo più spazio per me.

Da quelle riflessioni si sono messe in circolo una serie di situazioni che mi hanno fatto uscire dal limbo in cui ero precipitato e mi portarono di nuovo nel mio mondo, quel mondo che fa parte di me.

Ripresi ad effettuare delle docenze e vedere davanti a me delle persone giovani, curiose di conoscere la vita di un agente di viaggi, carpirne i segreti per il loro futuro professionale, mi convinse ancor di più che uno dei ruoli che avrei potuto svolgere fosse quello di trasmettere le mie esperienze, memore di quando io mi presentavo ai colloqui e venivo degnato di veloci sguardi.

E così una delle attività che svolgo con soddisfazione è poter intervenire in contesti formativi, condividendo esperienze e competenze.

Una buona parte di clienti (quelli più fedeli) continuavano a scrivermi, a chiedermi di organizzare il loro viaggio, Questo mi convinse che non potevo abbandonarli, considerando che molti di questi rapporti erano diventati anche rapporti di forte amicizia.

Nel ricevere quelle richieste, nel cercare la soluzione, nel creare il preventivo, riprovai una forte emozione che risvegliava in me la passione.





Dal 2016 sono un consulente del turismo e voglio chiarire bene cosa intendo con questa definizione.

"Consulente viaggi ma pur sempre agente di viaggi"

Sulla figura del consulente ci sono ancora delle ritrosie, soprattutto da parte degli agenti di viaggi tradizionali che vedono in questa figura un nemico o addirittura un abusivo.

Un consulente di viaggi svolge la sua professione in forma autonoma, da libero professionista, assumendosi oneri e vantaggi.

Per esercitare la professione di consulente di viaggi, deve avere Partita Iva con regolare versamento di tasse e contributi, e per poter vendere i viaggi deve avere un contratto di collaborazione con un'agenzia di viaggi autorizzata.

Per quanto mi riguarda essere un consulente del turismo mi ha portato a seguire diverse attività che si ricollegano al mondo dei viaggi:

  • ho la direzione tecnica di un tour operator che realizza viaggi personalizzati per clienti internazionali e italiani, coordino un team di consulenti, tra cui ci sono figure professionali con anni di esperienza, e figure più giovani con tanta voglia di crescere che hanno bisogno di essere accompagnate per poter essere sempre più autonome;
  • collaboro allo sviluppo di un progetto nel luxury travel, settore che richiede esperienza, competenza, massima attenzione;
  • scrivo racconti di viaggio per alcune piattaforme on line (una tra queste è Oltretutto Travel Writer);
  • mi sono specializzato su viaggi ed esperienze in Spagna, creando un blog dedicato a questa destinazione: Spagna Viaggi Esperienze;
  • negli ultimi cinque anni, dedicandomi di più al prodotto incoming, rivolto a clienti internazionali, desiderosi di apprezzare le numerose eccellenze italiane, ho viaggiato tanto in Italia e la racconto in uno specifico blog: 
          Racconti di viaggi ed esperienze in Italia

Anno 2020: l'anno maledetto

Stiamo forse uscendo dalla peggiore calamità che mai avremmo pensato di dover gestire.

Il turismo è stato lacerato da questa pandemia, eppure gli agenti di viaggio hanno dimostrato di quanta forza siano capaci.

Abbiamo sofferto, abbiamo avuto paura di crollare, abbiamo lottato per avere almeno un minimo di aiuto e non ci siamo arresi.

Il turismo aspetta di rimettersi in moto.

Come tanti colleghi e colleghe, ho riscaldato il motore e sono pronto a scendere di nuovo  in pista, perché quel bambino che è ancora dentro di me mi manda dei segnali. Dopo aver dato tanto in questi quaranta anni e aver ricevuto il doppio, non posso far disperdere il patrimonio di conoscenze e di esperienze.

Il mio obiettivo negli anni che avrò a disposizione nel proseguimento del viaggio, li voglio impegnare perché ci siano altre persone che possano trarne un vantaggio.

Possono essere le persone che ritengono di affidare un bene prezioso come lo è il tempo del viaggio a chi sa averne cura, ed io avrò rispetto del loro tempo.

Le persone giovani che vogliono entrare in questo settore, a cui dare quell'esperienza che li farà crescere e diventare anche loro dei grandi professionisti.

Le Aziende che si vogliono avvalere delle competenze di un professionista.

Chi anche solo leggendo un mio racconto provi un'emozione.

1981 - 2021

I primi quaranta sono andati e posso dire di averli vissuti alla grande.

Il mio grazie va prima di tutto ai miei genitori che mi hanno fatto crescere con l'dea del viaggio. 

Va poi alle centinaia di persone che in quaranta anni hanno viaggiato in Italia e nel mondo e di cui io ne sono stato il loro referente.



Non avrei potuto fare tutto quello che ho fatto se non avessi avuto collaboratori e collaboratrici con i quali abbiamo diviso momenti belli e momenti drammatici. Li ho tutti nel cuore.

Il ringraziamento va anche alle centinaia di figure professionali con i quali ho interagito in tutti questi anni (sales, addette/i al booking dei tour operator) per il loro costante e continuo contributo e supporto giornaliero.

Un ringraziamento ai direttori delle testate giornalistiche che hanno ospitato i miei articoli.

Un ringraziamento anche all'AIAV, Associazione Italiana Agenti di Viaggi, per il ruolo importante che mi è stato affidato in qualità di consigliere e delegato della Regione Lazio.

Nella lista non posso non mettere le Scuole Pubbliche e Private che si sono avvalse della mia collaborazione, mettendomi in relazione con chi sta studiando per essere un futuro attore del turismo.

Sicuramente mi sono perso qualche ringraziamento e spero di essere perdonato.

A questo punto mi posso anche permettere di stringermi la mano per questo ambizioso traguardo a cui sono arrivato con la passione e la curiosità che aveva quel bambino tanti, tanti anni fa.




Santo David.

















sabato 3 aprile 2021

La seconda Pasqua...in rosso



Lo scorso anno, quando per la prima volta nella nostra vita ci fu impedito anche di poter andare in Chiesa a celebrare una giornata così importante soprattutto per i credenti, accettammo anche questa limitazione, innanzitutto per il rispetto dovuto alle tante persone che erano state violentemente colpite dal virus, e di tutto il personale sanitario che stava combattendo una battaglia quasi a mani nude.

Non sapevamo ancora nulla di definito su questo maledetto nemico che era entrato nelle nostre vite, facendoci sentire fragili e indifesi.

L'estate ci aveva portato in uno stato di eccessiva ebbrezza, alimentata anche da messaggi che ci arrivavano e ci davano l'illusione che l'incubo fosse finito.

Ci accorgemmo ben presto che quella che sembrava fosse la fine, non era altro che l'inizio di un nuovo percorso da cui ancora non siamo usciti.

Le nostre Istituzioni spesso ci offrono la sensazione di navigare a vista e di aver perduto il timone necessario a far traghettare la nave in un porto sicuro.

Noi stessi abbiamo consumato gran parte dell'energie necessarie a tenere in piedi quella resilienza di cui tanto si è parlato in questo lungo anno.

Anche per questa Pasqua, che tutti auspicavamo diversa, ci ritroviamo confinati nelle nostre abitazioni e ci viene permesso il minimo indispensabile.

L'Italia, spesso criticata, ha la grande capacità di tirare fuori il meglio di se stessa nei momenti più drammatici e saprà mantenere fede a questa sua caratteristica anche in questa Pasqua 2021.

Non mancheranno scene di persone che saranno meno rispettose degli obblighi che ci sono stati chiesti e probabilmente i media focalizzeranno l'attenzione mediatica su queste persone che pensano di essere dei gran furbi e forse molti di questi presunti furbi non hanno mai messo piede in una terapia intensiva o non hanno mai avuto un loro caro in fin di vita dentro un ospedale.

La stragrande maggioranza del popolo italiano dimostrerà il suo valore.

E' ancora un grande sacrificio che dobbiamo assumere a testa alta, perché possa essere veramente l'ultimo sforzo che ci viene chiesto di fare.

Mentre la gente comune si sacrifica per il bene di tutti, il Governo, le Istituzioni, facciano il loro dovere fino in fondo, mettendo da parte beghe politiche e mettano in atto tutte le misure necessarie per mettere in sicurezza sanitaria, economica e sociale la nostra cara Italia.

Speriamo anche che questo possa avvenire in ogni angolo del mondo.

Ognuno di noi ha messo in attesa i suoi personali desideri: tornare a vedere uno spettacolo al teatro, assistere alla proiezione di un film dal grande schermo di una sala cinematografica, tornare ad allenarsi in palestra, andare a cena fuori, ritemprarsi in un centro benessere, ascoltare un concerto, tornare sugli spalti di uno stadio o di un palazzetto per tifare la squadra del cuore.

E ovviamente abbiamo tutti il grande, irrinunciabile desiderio di poter tornare a viaggiare.

Il traguardo è quasi vicino e ci sono già dei primi segnali che ci fanno sperare bene.

Con l'augurio che questa Pasqua ci porti definitivamente verso una nuova alba, invio a tutti voi i miei più sentiti e sinceri auguri.




sabato 13 marzo 2021

Un anno in attesa di...ripartire




Era marzo 2020 e il nostro paese, prima di tanti altri, si trovò catapultato in una situazione che nessuno di noi avrebbe mai potuto pensare di dover vivere.

Le nostre libertà condizionate, limitate. 

Eravamo consapevoli di dover accettare quel sacrificio in cambio di una libertà che ci era stata tolta per causa di un virus, arrivato da molto lontano.

Giornate, pomeriggi, sere, nottate nello spazio delle mura domestiche.

Abbiamo esorcizzato le paure con la creatività tipica italiana, improvvisando show sui nostri balconi, affacciandosi alle finestre, uscendo nei nostri giardini.

Le ore 18 erano diventate una sorta di happening per cantare, ballare, suonare, stendere bandiere con la scritta "andrà tutto bene".

Le televisioni continuavano a mandare in onda servizi angoscianti.

Una pletora di personaggi fino allora sconosciuti alle masse, diventavano sempre più famosi, sostituendosi ai personaggi televisivi a cui eravamo abituati, anche essi stessi relegati nelle loro case.

Le nostre abitazioni si sono trasformate in palestre, scuole, uffici, sale da ballo, scuole di cucina.

In televisione repliche di trasmissioni del passato che ci hanno riportato indietro nel tempo.

Nel frattempo non eravamo più soli a combattere questa battaglia. Si era unito a noi la gran parte del mondo.

Arrivò l'estate e la sensazione di avercela fatta, avvalorata anche dalle decisioni prese a livello istituzionale, ci dettero un senso di esaltazione euforica che da lì a poco ci fece ripiombare nell'incubo.



Ci ritrovammo nella "seconda ondata" in un'Italia già barcollante, e dopo mesi di chiusure per non dover richiudere tutto, la nostra Italia fu colorata di giallo, arancione, rosso.

Colori che in un tavolozza di un pittore creano un capolavoro, ma in questo caso distinguono il grado di pericolosità del contagio.

Dall'inizio della pandemia i grandi luminari della scienza ci hanno detto che insieme alle norme di comportamento per evitare il diffondersi del virus, l'unica speranza per uscirne fuori, sarebbero stati i vaccini.

Ci veniva anche detto che diverse aziende farmaceutiche stavano lavorando sulla produzione del vaccino e occorreva del tempo per gli studi preliminari, ma entro la fine dell'anno i vaccini sarebbero stati a disposizione.

Alla fine del 2020, è iniziato il balletto dei grandi annunci, quasi una sorta di "letterina di Babbo Natale" che ci faceva intravedere la possibilità di poterne venire fuori nel giro di pochi mesi.

In televisione scorrevano le immagini dei Tir e questa volta non erano carichi di bare, come quelli della buia notte di Bergamo. 

Erano pieni di vaccini, viaggiavano scortati dalla polizia per il loro prezioso carico.

Siamo arrivati a marzo 2021 e da lunedì 15 marzo, la maggior parte della nostra Italia ripiomba nel colore rosso. 

In tutto il mondo il virus la fa ancora da padrone.

In tutto questo contesto, è un anno che il mondo del turismo è inevitabilmente al palo.

Anche noi che di turismo viviamo, abbiamo rimandato di mese in mese le nostre speranze di poter tornare a fare quello che è nel nostro DNA: creare idee di viaggio, confezionarle in un prodotto, e fare in modo che più persone possano usufruire di un bene così prezioso come è il viaggiare.

Un bene di cui ne sentiamo forte la mancanza e che vogliamo tornare ad avere.



Se oggi dovessi fare delle previsioni, francamente non me la sento più di fare pronostici su quando si potrà tornare a viaggiare e di come lo si potrà fare.

Questo non vuol dire che si debba rinunciare al desiderio che è comunque presente, alla speranza che alimenta il desiderio, alla certezza che desiderio e speranza possano tornare ad essere delle certezze.

Probabilmente per l'estate e l'autunno, le misure restrittive, l'intensificarsi della vaccinazione, le decisioni che saranno prese anche a livello comunitario europeo al fine di salvaguardare la salute e anche le economie dei paesi membri, dovrebbero far sì che si possa viaggiare nei propri territori e in quelli più vicini.

Estate e autunno che rappresentano due ideali stagioni per poter viaggiare nell'area mediterranea.

Questo vuol dire per noi italiani essere avvantaggiati, perché viviamo in un territorio che ha un immenso patrimonio e pertanto può essere meta di un viaggio, di una vacanza in totale serenità e sicurezza per sé e per gli altri.

Sono state create delle nuove soluzioni di viaggi per andare incontro alle esigenze nate a seguito del Covid, come per esempio i self drive, in cui si possono effettuare degli itinerari con la propria auto o con auto noleggiata, usufruendo di servizi alberghieri e di un servizio di guida turistica che funge anche da assistenza nei luoghi toccati dal percorso.



Gli Stati a noi vicini e mi riferisco alla Spagna, al Portogallo, alla Croazia, alla Grecia, a Malta, stanno attuando tutte le possibili misure per poter ricevere ospiti, dando loro modo di trascorrere una vacanza in sicurezza.

Le navi da crociera, seppur con meno itinerari e alcuni di essi modificati per ovvie ragioni, garantiscono un livello di sicurezza, testato in prima persona dallo stesso Ministro del Turismo Garavaglia nel corso della sua visita a bordo di MSC Crociere.



Alcuni importanti tour operator come il gruppo Alpitour, la Veratour e Settemari hanno intrapreso un'operazione congiunta per proporre dei "corridoi turistici" con voli e hotel "Covid free" per le Canarie, destinazione molto bella per il mare ma anche per il suo ambiente e per le tante esperienze che si possono avere.

L'invito che me sento di fare è quello di prendere contatto con il vostro consulente di viaggi e insieme al professionista, valutare quale potrebbe essere la vacanza fattibile, farsi spiegare bene le modalità per poterla usufruire in serenità e sicurezza.

Gli stessi professionisti v'informeranno per tutto quello che riguarda le politiche di prenotazione ed eventuali successive modifiche/cancellazioni, premesso che sia i tour operator che i singoli fornitori di servizi turistici, applicano la massima flessibilità.

Il consulente vi darà conto delle polizze assicurative comprese e non comprese e insieme a voi studierà i "pacchetti assicurativi" più adatti alla vostra specifica situazione.



In una situazione così complessa e delicata, fare da soli potrebbe essere una strategia che può rivelarsi improduttiva nel momento in cui si avessero delle difficoltà da gestire.

Meglio affidarsi ai professionisti e a proposito di professionisti, ci tengo a precisare che specialmente in quest'anno terribile, si è dato molto risalto, alla figura del consulente di viaggi.

Una figura che sembra essere uscita dal cilindro di un mago, seppur è una figura che esiste da sempre, in quanto chi da anni esercita la professione di agente di viaggi (figura professionale da sempre contemplata tra le figure professionali riconosciute a norma di legge) è un consulente per il suo cliente e lo è per la materia turistica.

Essere agenti di viaggi e/o consulenti non lo si diventa solo per avere seguito un corso, per aver scaricato un ebook, per aver seguito qualche lezione on line o per far parte di gruppi che nel loro business non hanno come obiettivo vendere viaggi ma affiliazioni.

Il momento che stiamo attraversando è uno dei periodi più complicati e drammatici,

Mai come in questo periodo ci deve essere fiducia e rispetto da ambo le parti.

Di consulenti seri e preparati ce ne sono tantissimi e sono certo che ognuno di voi ne abbia uno di riferimento.

Per chi stesse cercando un consulente per organizzarsi il viaggio e non ne ha altri di riferimento, per chi non si sente più tutelato da un consulente di cui si era servito fino ad oggi, potete inviarmi una mail a 

santo@santodavid.it oppure tramite il modulo contatti del mio sito Santo David - Consulenza viaggi

Per approfondimenti:

Chi può vendere e organizzare un viaggio organizzato (pacchetto turistico)

Santo David consulente ma pur sempre agente di viaggi

Intanto ci possiamo sentire e potremmo cominciare a valutate come poter strutturare la vostra idea di viaggio.

Vi ricordo che a norma di legge, qualora dalla mia consulenza nascesse in voi la decisione di farvi organizzare il viaggio, il contratto sarà gestito da Agenzia di Viaggi autorizzata.








giovedì 31 dicembre 2020

Il giro del mondo in dodici mesi: attese, speranze, riflessioni di un agente di viaggi.



Se dovessimo parlare del 2020, cosa potremmo dire di più che non sia già stato detto.

Mattinate, giorni, sere, notti angoscianti ci hanno accompagnato, offuscando le nostre aspirazioni, mettendo a dura prova ogni nostro desiderio, facendoci sentire fragili e insicuri.

So bene che ci sono altre priorità da rispettare prima che si possa tornare a parlare del viaggio.

Eppure del viaggio si dovrà tornare a parlare. 

Non lo dovremo fare per capire quali siano i confini entro i quali potersi muovere.

Da quando esiste l'umanità il viaggio è scoperta, libertà, fuga.

Il viaggio è come uno scrigno prezioso che racchiude desideri, sogni, emozioni, attese.

Un viaggio può riservarci sorprese che possono cambiare le nostre vite.

Una spiaggia bianca, il vento che accarezza la pelle, un cielo tropicale pieno di stelle, una musica in sottofondo, un sorriso che ti arriva diretto al cuore e il cuore inizia a palpitare, perché in un viaggio ci si può anche innamorare.


In tanti anni di agenzia ho incontrato tante persone che stavano attraversando momenti difficili della vita, si sentivano in preda alla tristezza.

Hanno cercato in un viaggio la possibilità di uscire da quelle situazioni. 

Il coraggio si è fatto spazio, hanno vinto la paura di partire e nel viaggio hanno ritrovato quanto avevano perduto. Hanno ritrovato se stesse e il loro cuore è tornato a palpitare.

Abbiamo voglia di visi che tornano a guardarsi. 

Non vogliamo vedere solo gli occhi di quella persona, vogliamo farci ammaliare dal suo sorriso senza che questo sia nascosto dietro una mascherina.

Abbiamo voglia di lasciarci andare, di stringere le mani e da quelle mani ricevere sensazioni.

Abbracciare, baciare, amare.

Camminare sulla spiaggia all'alba, al tramonto, respirare, godere del momento.

Ammirare le stelle, la luna, immergerci nel mare azzurro, farci inebriare da quei profumi esotici che spesso esaltano la bellezza di un viaggio.

Le strade del mondo, i vicoli, le piazze, le stazioni, gli aeroporti, i porti, gli alberghi devono tornare a vivere di gioia.

Quella gioia che puoi provare in qualsiasi parte del mondo, sia che stai viaggiando in America, sia se stai viaggiando dall'altra parte del pianeta, perché il viaggio è gioia.

La gioia di condividere una periodo della vita con persone di altra cultura, di altro colore, di altre religioni.

Parlare con loro, capire come vivono, le loro tradizioni, la loro cucina.

Il mondo non può vivere relegato in un mondo di confini perché ci sta un nemico che ha imposto quanto era stato abbattuto per dare la libertà agli individui.

In quest'anno così angosciante, il ricordo dei tanti viaggi che ho potuto fare, il ricordo dei tanti visi che ho incontrato nel mondo, i momenti di gioia vissuti, mi hanno aiutato a rendere meno buio il trascorrere dei giorni.

Da Marzo è come se fossimo entrati in una sorta di sospensione, un fermo operativo a cui non ero abituato, perché in altre precedenti situazioni avevamo avuto dei fermi ma non di questo spessore.

Tanti progetti su cui lavorare ma le mie mani stanno fremendo nell'attesa che le persone possano tornare a sentirsi libere di poter di nuovo partire, e io con le mie mani possa scrivere il loro viaggio, perché quando si prepara un preventivo, un contratto, questi non sono solo dei "pezzi di carta" ma in essi già ci sta l'anticipazione di quello che verrà dopo, quando il desiderio si trasforma nella reale esperienza.

Caro 2021 sai bene che ti stiamo dando una grande responsabilità.

Tu ci dovrai far dimenticare l'anno che ti precede.

In te noi riponiamo tutte le nostre speranze.

Un augurio di cuore a tutto il mondo.

Con affetto da Santo David

mercoledì 23 dicembre 2020

Lettera a Babbo Natale da un agente di viaggi.

 


Caro Babbo Natale.

Quando ero piccolino ti scrivevo la letterina, la nascondevo sotto il piatto. 

Mio papà faceva finta di essere sorpreso nel trovarla. 

La leggeva e le altre persone ascoltavano con attenzione per poi farmi gli applausi alla fine.

Di anni ne sono passati.

Oggi non sono più un bambino eppure sento che ti devo scrivere di nuovo.

Questa volta non lo faccio solo per me. Fai conto che a scriverti sono tantissime persone.

Caro Babbo Natale,

lo sai benissimo che questo 2020 ha rappresentato il peggior anno per il turismo dal dopoguerra?

La colpa non è certo la tua.

Ci avevi lasciato ed eri contento di vederci sereni, in attesa di continuare a mietere successi nel 2020.

Hai fatto in tempo a ritornartene nella tua casa e rifugiarti in essa, prima che tutto il mondo piombasse in una planetaria angoscia.

Pensavamo e speravamo che al tuo ritorno fossimo usciti da quell'incubo ed invece ci siamo ancora dentro e non sappiamo con certezza cosa ci riserverà il futuro.

Quando ero piccolino scrivevo quella lettera anche perché sapevo che alla fine della lettura, avrei ricevuto dei soldini che avrei investito nell'acquisto di quei libri che amavo tanto leggere.

Anche quest'anno abbiamo scritto tante lettere con la differenza che sono state lette e ignorate.

Vorremmo tanto poterti festeggiare, ma molti di noi si trovano in una grande difficoltà e dovranno fare uno sforzo immane per nascondere il loro disagio, il loro malessere, specialmente i padri e le madri che troveranno la letterina di un figlio o di una figlia.

Caro Babbo Natale tu che sei un vecchio saggio, illumina i nostri percorsi.

Se puoi, mettici anche tu una buona parola perché questo incubo possa finire.

Noi ce l'abbiamo messa tutta. Ci volevano estinti e non ci sono riusciti.

Siamo ancora qui, stremati, stanchi, delusi ma ci siamo.

Abbiamo dimostrato di avere una resistenza incredibile.

Caro Babbo Natale, ti chiediamo di darci ancora una riserva di forza per superare questo ulteriore periodo che ci attende. 

E' come se avessimo percorso una lunga maratona e ora vorremmo entrare nello stadio, compiere gli ultimi giri e tagliare il traguardo che non sarà un traguardo ma deve essere una nuova partenza che ci possa portare a riprenderci tutto quello che ci è mancato.

Abbiamo bisogno di aiuti economici, ma abbiamo bisogno di tornare a disegnare sulla mappa del mondo itinerari da condividere con chi sogna un viaggio.

Caro Babbo Natale...






venerdì 18 dicembre 2020

Volevo vendere viaggi. Mi sono ritrovato su Zoom


 

Eravamo agli inizi del 2020.

I primi due mesi mi stavano facendo intravedere un anno che mi avrebbe portato verso gli obiettivi che mi ero prefisso nel campo professionale e personale.

Avevo già definito delle importanti vendite per dei viaggi che si sarebbero dovuti effettuare nel corso dell'anno.

Avevo partecipato in qualità di sponsor a un evento che si tenne al Teatro Fellini presso gli Studios di Cinecittà. Una serata a cui avevano partecipato diverse persone e io ero anche salito sul palco per premiare la vincitrice davanti a un pubblico di 500 persone.

Avevo effettuato, come di consuetudine, delle docenze presso l'Istituto Colombo di Roma e avevo in programma degli interventi in aula presso altri istituti.

Il nostro team di lavoro era pronto a coordinare i vari progetti.

Avevamo pianificato una serie d'incontri in cui avrebbero partecipato degli ospiti per conoscerci di persona e avviare delle proficue relazioni.

Mi sentivo al massimo.

Mi sembrava quasi di essere tornato indietro nel tempo a quei periodi in cui mi sentivo addosso una carica di energia così forte da non farti temere alcuna sfida.

Poi è arrivato il subdolo nemico che si è insinuato nelle nostre vite, nei nostri progetti, nelle nostre giornate.

Quella nuvola grigia si è andata oscurando giorno dopo giorno, finché si è trasformata in un carico di angoscia.

Ci siamo ritrovati dentro le nostre case, come degli animali costretti alla cattività.


Lo abbiamo fatto a testa alta perché sapevamo che quel sacrificio era da sopportare per il rispetto delle tante persone che stavano morendo, per chi negli ospedali stava dando tutto se stesso (anche fino alla morte), per aiutare pazienti che non hanno avuto neanche la possibilità di lasciare questo mondo, accarezzati dal tocco di mano di un parente, quel tocco che rende meno traumatico il distacco.

Mi sono ritrovato nella mia casa con strumenti che erano quelli che avevo usato fino ad allora, per collegarmi su internet quando ne avessi avuto qualche necessità o per scrivere qualcosa su word.

La mia stanza era, ed è una stanza di una casa normale, attrezzata per essere una stanza di una casa.

Non potevo pensare che una stanza dove normalmente svolgi le attività casalinghe, la stanza dove ti rilassi, la stanza dove incontri un amico, dovesse trasformarsi in un ufficio.

Per essere un ufficio adeguato la devi attrezzare e la mia non era attrezzata.


La speranza era che questa riorganizzazione durasse un tempo limitato.

I giorni trascorrevano e dopo le cantate sui balconi, le pentolate, gli inni nazionali, è cominciato il periodo dei webinar.

Ero rimasto a Skype

Nessuno mi chiedeva più se avessi questa applicazione.

Mi arrivavano gli inviti con dei link che rimandavano a Zoom, a Google Meet e ad altre applicazioni che ho dovuto scaricare sul desktop.

Pensavo di aver risolto.

Mi sono cominciato a collegare, fiero del mio salto tecnologico e sono iniziati i problemi con la connessione (troppo lenta?), con la webcam, con il microfono.

A volte in diretta, a volte in differita ho cercato di entrare nei back office delle applicazioni per il setting.

Altro traguardo raggiunto. 

Ero pronto a gestire anche la mia prima lezione on line con un prestigioso istituto romano dove sarei dovuto andare di persona ma questo non fu possibile.

Mi avevano chiamato e mi avevano proposto di farlo da casa collegandomi.

Ero sicuro di me. 

Il giorno della lezione mi arriva un link per una nuova applicazione che ti rimanda a delle piattaforme create per questo scopo.

Altra app da scaricare sul desktop. 

Il giorno prefissato entro e sono pronto. La lezione era alle 16.00. Alle 16.30 io e la coordinatrice scolastica a cercare entrambi di capire perché sia la loro che la mia piattaforma non interagissero, mentre una classe di 25 persone che si stavano preparando per un master, erano in attesa della presentazione dell'esperto del turismo.

Probabilmente all'inizio avranno avuto dei dubbi sulle mie capacità di adattamento tecnologico.

Mi sono ripreso la rivincita quando li ho tenuti in ascolto, e non volevano più chiudere la conversazione, per quanto erano rimasti affascinati da quello che gli avevo esposto.



Mentre si andava avanti con queste situazioni, è cominciato il periodo delle dirette su Facebook o su Instagram.

La mia agenda si andava riempiendo di "appuntamenti virtuali". 

Se prima l'agenda aveva uno spazio temporale tra le ore 10 e le ore 18, adesso si stava estendendo dalle ore 07 alle ore 24.

Chi si era inventato il "vediamoci per un caffé", altri ti invitavano all'happy hour on line.

Nel campo della formazione e della crescita personale, elementi di spicco come Roberto Re, Frank Merenda. Livio Sgarbi, avevano programmato delle dirette serali che andavano a sostituire le giornate di meeting svolte, di solito, in bellissime, confortevoli, spaziose sale di grandi alberghi.

Serate che iniziavano alle ore 21 per protrarsi fino alle ore 23.30 e poi alla fine ci stava pure il tempo per le domande. La domanda che avrei voluto fare era " non sarebbe il caso di andare a dormire, visto che domani ho un call alle 7?"

In questo 2020 avevo avuto la brillante idea di segnarmi alla Wall Street English al fine di ottimizzare la mia conoscenza della lingua inglese. Avevo scelto una sede vicino al mio ufficio (quello reale non quello virtuale) per andarci prima di recarmi al lavoro. Nel programma di studio sono previste una serie d'incontri con dei tutor di madre lingua per praticare la conversazione. Tutto questo mi affascinava, il dovermi di nuovo confrontare con l'apprendimento.

Mi sono ritrovato a dover fare la maggior parte di queste conversazioni on line. Altra applicazione da scaricare sul desktop. Quando mi sono collegato, non sempre la connessione era ottimale e quindi la stessa app l'ho dovuta anche inserire sulla home del telefonino che ormai ha esaurito gli spazi disponibili per accoglierne altre.

Pensavo di aver finito e invece è arrivato il momento in cui ti cominciano a chiederti un video da trasmettere su una delle migliaia di pagine Facebook, nate in questo periodo.

Molti nel chiederti questo supporto, pensano che chi lo debba produrre abbia uno studio di registrazione in casa, dimenticando che spesso le normali case sono in coabitazione con altre persone che nel frattempo sono impegnate in altre attività.




Provi a registrare e ti ritrovi il rumore dell'aspirapolvere, il suono del campanello di casa, il postino al citofono, il cane del vicino che non smette di ululare...

Dopo vari tentativi sei riuscito a crearti uno spazio isolato e sei pronto a riprendere te stesso mentre parli. 

Sei lì con il tuo telefonino, lo piazzi sul treppiede così sta con il fermo immagine (evitando effetto Parkinson), la ricarica inserita. Tutto pronto. Stai andando alla grande. Ad un certo punto della registrazione ti lascia in panne e ti arriva la notifica "memoria interna non disponibile".

Nel frattempo, infatti,  quel telefonino è diventato un album che ha accumulato foto, vignette, citazioni, animazioni, emoticon e non ce la fa più, lo devi alleggerire.

Volevo vendere viaggi...

Mi ritrovo una stanza con fili dappertutto, cellulari, microfoni, treppiede.

Sul desktop del computer cartelle, sottocartelle, files, app.

Il telefonino è un labirinto di icone che corrispondono a vie preferenziali per arrivare a entrare nelle tante stanze segrete. 

A proposito di stanze che dire delle stanze virtuali, quelle dove vieni fatto precipitare durante una delle tante dirette.

Arrivi in quelle stanze, sul monitor compaiono delle immagini di sconosciuti con i quali nel giro di qualche minuto, ci si deve presentare, si deve superare l'imbarazzo del "chi sei?".

Dirette che ti portano in ambienti dove lo sfondo più sfruttato è stato quello delle librerie (alcuni fanno sfoggio di librerie così stracolme di libri che mi chiedo quando li abbiano potuti leggere).

Ho visto anche tante mansarde, tanti ambienti stile Ikea, case in campagna con sottofondo di uccellini, uffici con mega logo aziendale alle spalle...

Volevo vendere viaggi e mi sono ritrovato su Zoom.



Santo David