02 febbraio 2016

Cinque anni di blog






Iniziai nel 2011 scrivendo quel primo articolo con il quale entravo in questa nuova avventura, quella di scrivere degli articoli su un blog personale.
Come in tutte le storie, si muovono i primi passi con degli obiettivi, con dei risultati da raggiungere ma non si può prevedere tutto quello che accadrà.
Non si può sapere con certezza se il tuo scrivere rimarrà un qualcosa riservato ai pochi fedelissimi o se, invece, le tue parole verranno intercettate e condivise da un sempre più crescente numero di persone.
Il blog "l'agente di viaggi" era nato a suo tempo per "difendere" una categoria, quella per l'appunto degli agenti di viaggi, messa in difficoltà negli ultimi anni e per molti ritenuta anche obsoleta e, ormai superata, rivolgendosi pertanto sia alle tante persone, giovani e meno giovani, che hanno fatto di questo lavoro la loro professione o sarebbe meglio dire la loro missione, e anche al vasto pubblico di lettori che cercano informazioni utili nel web per decidere la meta delle loro vacanze, per essere aggiornati sulle normative, per avere più notizie su fatti di cronaca che toccano il settore turistico.
Un blog richiede, comunque, un impegno, la costanza nello scrivere, il cercare sempre nuovi argomenti che possano essere d'interesse, trovare le parole giuste, specialmente quando si devono affrontare tematiche delicate.
Il fatto che molti colleghi mi manifestano la loro stima e mi dicono che hanno trovato in questo blog anche parole d'incoraggiamento per non mollare è per me un grande risultato, e anzi mi aiuta a ritrovare quella fiducia che anche io ho rischiato e potrei rischiare ancora di perdere.
Una fiducia compromessa non tanto dal fatto di non sentirsi all'altezza del proprio ruolo ma il fatto che, purtroppo, per tutta una serie di cause, questo ruolo è sempre più condizionato da fattori esterni su cui non sempre possiamo avere il pieno controllo e questo ha portato in tanti di noi rassegnazione, stanchezza, indecisione, dubbi e perplessità quotidiane.
Se come è vero le crisi servono per ritrovare delle idee, per rigenerarsi, per rimettersi in gioco, per imboccare nuove strade, la crisi che sta colpendo duramente il nostro settore sta rivoluzionando e riposizionando le numerose pedine di cui era composta la scacchiera del mondo turistico: operatori che muoiono per aver perseguito obiettivi che erano ormai impossibili da raggiungere, nuovi operatori che nascono con grandi ambizioni e scommettendo molto sul futuro, Aziende che si fondono per creare gruppi sempre più coesi e condividere strategie di mercato comuni.
Tante agenzie stanno abbassando con malinconia e tristezza le serrande dei propri negozi, perché hanno difeso le loro "creature" fino a che è stato possibile ma purtroppo si sono dovute arrendere.
Queste chiusure che vengono totalmente ignorate dall'opinione pubblica e non parliamo dalla politica per cui continuiamo ad essere dei fantasmi se non accorgersi di noi solo nel momento in cui siamo tassati e oberati di balzelli vari, sta comportando che molti seri professionisti si ritrovino oggi spiazzati. Persone che hanno alle spalle anni e anni di professione, esperienze, competenze, conoscenze non solo delle mete turistiche ma di tutti gli aspetti legali, assicurativi che comporta un viaggio, una vacanza, un soggiorno di qualsiasi genere, si ritrovano senza quel luogo ove magari fino a non solo pochi giorni fa, accoglievano i loro clienti con un sorriso, felici di poter dare il loro contributo per la realizzazione di un sogno.
Manca il luogo fisico, eppure senti che quel luogo forse era diventata una sorta di scatola, di contenitore, una scatola dove comunque c'erano dei rapporti, basati sulla reciproca fiducia e quando quei luoghi vengono a mancare, ti rendi ancora più conto di quello che hai seminato, perché quelle persone con le quali avevi instaurato un rapporto di fiducia, ti cercano, si preoccupano del tuo futuro, vogliono continuare a prenotare le loro vacanze avvalendosi della tua preziosa collaborazione e tutto questo ti fa sentire ancora importante, e scatena dentro una forza, un desiderio di ribellarsi agli eventi e di trovare il modo di poter ancora assolvere a quella sorta di "mission" a cui magari hai dedicato una gran parte della vita.

E questo sarà per me uno degli obiettivi primari di questo anno appena iniziato

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