18 maggio 2020

18 maggio 2020. Una data che non dimenticheremo



Ci sono delle date che segnano tappe importanti nelle nostre vite.

Oggi 18 maggio 2020 è una data che in qualche modo rimarrà nei nostri ricordi.

E' passato più tempo del previsto da quando la "normale influenza" si rivelò essere un nemico pericoloso, un killer che andava girando per le nostre strade, le nostre piazze, i nostri luoghi di ritrovo, entrava negli uffici, nelle case.

Un killer che non trovava ostacoli lungo il percorso e continuava ogni giorno a mietere vittime, senza aver alcun ritegno di anziani o di giovani.

All'inizio ci mise tanta paura, eravamo incapaci di attuare delle strategie per poterci convivere.

L'angoscia aumentava di giorno in giorno.

Le notizie, le immagini aumentavano le nostre paure e il senso di smarrimento.

Virologi, epidemiologi, scienziati che si alternavano per metterci in guardia, senza far presagire nulla di positivo.

Il killer non sazio di aver già causato dolore in Cina e poi in Italia, è entrato dappertutto e quella che doveva essere una "normale influenza" dapprima si trasformò in "epidemia" e l'Italia fu la prima a pagarne un duro prezzo.

Giorno dopo giorno, ora dopo ora ci venivano chiusi tutti i confini internazionali, portandoci ad un totale isolamento.

Da "epidemia" si è passato a "pandemia" ed a questo punto il killer si era espanso in quasi tutto il mondo.

Sono stati dei lunghi giorni in cui abbiamo trasferito dentro le nostre case: i nostri uffici, le nostre palestre, i nostri luoghi di ritrovo, le nostre scuole.

Il mondo dentro i nostri appartamenti, per alcuni insufficienti a contenere il mondo dentro casa.

Abbiamo dovuto modificare abitudini, orari, priorità.

Abbiamo dovuto mettere in campo una serie di rinunce però nello stesso tempo abbiamo anche scoperto o riscoperto abitudini e alcune di queste oggi fanno parte delle nostre vite.

Personalmente dopo i primi giorni di smarrimento, ho pensato a come poter continuare a fare il mio lavoro e come avessi potuto pensare di poter proporre viaggi e vacanze, mentre il mondo è colpito da un flagello.

In primo luogo c'erano clienti da assistere e tutelare. 
In particolare ricordo la famiglia peruviana che aveva comunque deciso di venire in Italia, quando sembrava che il virus fosse concentrato solo su alcune regioni e quando sono arrivati, la situazione è andata peggiorando finché si sono trovati quasi nell'impossibilità di poter tornare in Patria. 
Devo ammettere che anche io ho temuto che non riuscissimo a trovare una soluzione e che l'unica salvezza potesse essere l'Ambasciata peruviana.

Neanche il consolato era in grado di poter prendere delle decisioni e alla fine siamo riusciti a dargli il supporto necessario per farli rientrare e uscire dall'incubo.

Altri clienti erano prenotati per partenze di giugno. A febbraio pensavamo che la situazione si fosse risolta in breve tempo ed invece siamo arrivati a giugno e ancora ci stiamo dentro.

Insieme al mio team abbiamo gestito queste cancellazioni nel rispetto delle normative, tutelando e assistendo i clienti.

Oltre ad assistere clienti e monitorare l'evolversi della situazione, ho cominciato a pensare che tipo di aspettative può avere il viaggiatore dopo questa esperienza, in relazione anche ai problemi contingenti.

Sto lavorando su progetti di "vacanze italiane" che permettano anche in questa estate, così anomala, di concedersi una pausa, con la massima attenzione a tutte le misure di sicurezza.

In attesa che si possa tornare anche a viaggiare tra paesi vicini, il legame tra noi e la Spagna si rafforzerà.

In vista di questa ripartenza, sto lavorando su una serie di progetti per portare il viaggiatore italiano a scoprire una Spagna più autentica, dove l'esperienza sia il motivo portante del viaggio.

Sto creando itinerari, idee che andranno a rinfoltire il mio sito Spagna Esperienze di viaggio.

Per poter dare un servizio che possa garantire il cliente, in questi giorni sto seguendo diversi seminari on line, organizzati proprio dal Turismo spagnolo per approfondire la conoscenza della penisola iberica.



Spero che comunque la data del 18 maggio possa veramente rappresentare una data simbolo che sia lo spartiacque tra un prima angosciante e un dopo che ci faccia tornare alle nostre vite.

Un percorso che spetta ad ognuno di noi intraprendere con senso di grande responsabilità

Torneremo a viaggiare.

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