23 dicembre 2020

Lettera a Babbo Natale da un agente di viaggi.

 


Caro Babbo Natale.

Quando ero piccolino ti scrivevo la letterina, la nascondevo sotto il piatto. 

Mio papà faceva finta di essere sorpreso nel trovarla. 

La leggeva e le altre persone ascoltavano con attenzione per poi farmi gli applausi alla fine.

Di anni ne sono passati.

Oggi non sono più un bambino eppure sento che ti devo scrivere di nuovo.

Questa volta non lo faccio solo per me. Fai conto che a scriverti sono tantissime persone.

Caro Babbo Natale,

lo sai benissimo che questo 2020 ha rappresentato il peggior anno per il turismo dal dopoguerra?

La colpa non è certo la tua.

Ci avevi lasciato ed eri contento di vederci sereni, in attesa di continuare a mietere successi nel 2020.

Hai fatto in tempo a ritornartene nella tua casa e rifugiarti in essa, prima che tutto il mondo piombasse in una planetaria angoscia.

Pensavamo e speravamo che al tuo ritorno fossimo usciti da quell'incubo ed invece ci siamo ancora dentro e non sappiamo con certezza cosa ci riserverà il futuro.

Quando ero piccolino scrivevo quella lettera anche perché sapevo che alla fine della lettura, avrei ricevuto dei soldini che avrei investito nell'acquisto di quei libri che amavo tanto leggere.

Anche quest'anno abbiamo scritto tante lettere con la differenza che sono state lette e ignorate.

Vorremmo tanto poterti festeggiare, ma molti di noi si trovano in una grande difficoltà e dovranno fare uno sforzo immane per nascondere il loro disagio, il loro malessere, specialmente i padri e le madri che troveranno la letterina di un figlio o di una figlia.

Caro Babbo Natale tu che sei un vecchio saggio, illumina i nostri percorsi.

Se puoi, mettici anche tu una buona parola perché questo incubo possa finire.

Noi ce l'abbiamo messa tutta. Ci volevano estinti e non ci sono riusciti.

Siamo ancora qui, stremati, stanchi, delusi ma ci siamo.

Abbiamo dimostrato di avere una resistenza incredibile.

Caro Babbo Natale, ti chiediamo di darci ancora una riserva di forza per superare questo ulteriore periodo che ci attende. 

E' come se avessimo percorso una lunga maratona e ora vorremmo entrare nello stadio, compiere gli ultimi giri e tagliare il traguardo che non sarà un traguardo ma deve essere una nuova partenza che ci possa portare a riprenderci tutto quello che ci è mancato.

Abbiamo bisogno di aiuti economici, ma abbiamo bisogno di tornare a disegnare sulla mappa del mondo itinerari da condividere con chi sogna un viaggio.

Caro Babbo Natale...






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