15 giugno 2014

IL BAMBINO CHE SOGNAVA IL MONDO




Tanti anni fa c'era un bambino che sognava il mondo.

Il mondo che sognava era quel mondo che sapeva doveva esserci da qualche parte, oltre la sua casa, oltre il suo quartiere.

Il mondo che sognava era quel mondo racchiuso nelle pagine dei libri di cui si nutriva per alimentare la sua fantasia.

Erano storie di viaggi al centro della terra, di giri del mondo in 80 giorni, di viaggi che anticipavano quello che poi sarebbe accaduto quando l'uomo conquistò pure la luna.

Isole del tesoro, personaggi avventurosi, terre lontane, create dalla fantasia di scrittori che non erano mai stati in quelle terre eppure le descrivevano come se fossero reali.

Quel bambino continuava a sognare il mondo. Guardava nel cielo gli aerei e immaginava che un giorno anche lui si sarebbe servito di quel mezzo per andare a scoprire il mondo.

La stazione ferroviaria era uno dei suoi luoghi preferiti ed era contento quando la mamma lo portava lì a vedere i treni che entravano ed uscivano per viaggi che allora non si facevano in alta velocità, e anche un viaggio in treno aveva qualcosa di epico.

Crescendo il bambino ha cominciato a studiare il mondo sulle pagine di un atlante, di cui oggi si ignora l'esistenza, eppure in quelle carte si dava spazio alla fantasia, si cercava con la mente di immaginare cosa ci fosse dietro quei nomi di città, di paesi, di fiumi, di montagne.

Il desiderio di scoprirlo il mondo, di poterlo vivere e di poterne fare una ragione di vita, al punto che quel bambino, una volta arrivato all'età delle grandi scelte, anziché seguire il percorso degli studi classici che tutti ritenevano a lui più consoni, scelse di avventurarsi in quella che allora non era certo vista come la migliore scuola, la scuola per diventare "addetto agli uffici turistici" e poi "operatore turistico" così come del resto è scritto nel diploma che conseguì a pieni voti.

Dal diploma alla realizzazione del suo desiderio incontrò degli ostacoli. 

Ebbe modo di entrare in contatto con alcuni personaggi dell'epoca che erano i titolari di rinomate agenzie, tutti personaggi che ti guardavano dall'alto in basso, tronfi della loro superbia di grandi esperti e ogni volta si sentiva ripetere quella maledetta frase "l'avremmo presa con noi ma le manca l'esperienza", un modo ipocrita di mettere le persone alla porta.

Ma quel bambino che ormai non era più un bambino, continuò testardamente a cercare di entrare in quel mondo per il quale aveva tanto fantasticato, imparando che la vita ha sempre una risposta, quando la cerchi.

La risposta arrivò finalmente nel giugno di trentatré anni fa, quando quel bambino, ormai cresciuto, si ritrovò per la prima volta dentro un'agenzia di viaggi ad accogliere le persone che andavano lì perché anche loro erano desiderose di conoscere il mondo.

Ne sono passati di anni da quel giugno, oggi quel bambino è un signore maturo.

Ha condiviso la sua passione con centinaia e centinaia di persone che ha incontrato in tutti questi lunghi anni, ha viaggiato più volte su quel mezzo che da piccolino guardava passare nel cielo, ha scoperto che il mondo è immenso e non lo si finisce mai di scoprire.

Un mondo straordinario che al di là dei luoghi più o meno incantevoli è prima di ogni cosa un mondo fatto di gente, di sorrisi, di persone che soffrono, di popolazioni che mantengono la loro dignità e non la svendono a nessuno.

Quel bambino leggeva i libri e sognava, oggi cerca di scrivere qualcosa per regalare un sogno ad altre persone.

Santo (giugno 1981-giugno 2014)