29 giugno 2016

Turchia ti siamo vicini




Turchia ti siamo vicini.

Cos'altro potremmo dirti, cosa possiamo fare noi contro questa follia pazzesca che irrompe nelle nostre abitudini, nella nostra voglia di viaggiare, nell'inconscio desiderio che ognuno di noi ha di partire alla scoperta del mondo.

Ieri sera, dopo una intensa giornata mi stavo rilassando, pensando alle persone che avevo contattato nel corso della giornata e per la quale avevo organizzato una vacanza, un viaggio.

Nel mentre stato scrivendo una mail, come spesso accade in queste situazioni, lo sguardo va ad una notizia che mi appare sul monitor: l'ennesimo flash d'agenzia a cui, purtroppo, ci stiamo ormai abituando che annuncia "Spari ed esplosioni all'Aeroporto di Istanbul, alcuni feriti".

Incuriosito mi collego immediatamente su SKY dove stanno mandando in diretta le notizie e mi rendo conto che come in altre precedenti situazioni, siamo di nuovo di fronte ad un attacco terroristico su larga scala che provocherà morti e feriti.
Foto R.it

Se ieri dovevamo attendere i reporter che ci davano notizie più dettagliate, oggi, ognuno di noi, con il suo smartphone è un potenziale reporter ed infatti le prime immagini cruente sono state scattate dai passeggeri che si trovavamo lì in quel momento.

E qui mi viene da fare una prima considerazione: dove possono trovare la freddezza e la lucidità in simili frangenti per riuscire a fotografare attimi così pericolosi, così drammatici.
Ormai l'occasionale reporter è diventato più bravo di chi lo fa di professione?

La Turchia si va ad aggiungere alle mete che ospitavano fino a ieri tantissimi turisti, viaggiatori.

Sono, ormai, anni che non riusciamo più a vendere una vacanza a Sharm, in Tunisia, per non parlare di altre mete che attiravano meno persone ma persone appassionate di storia, di cultura, di archeologia come lo Yemen, la Siria.

E questo è il terreno in cui il terrorismo fa più breccia, colpire città, stati che vivono di turismo ma ad essere colpito non è solo il business ad esso legato, è tutto il significato che c'è dietro la parola turismo: la voglia di viaggiare, l'emozione della partenza, l'incontro e la conoscenza di persone diverse da noi per razza, religione.

Turchia, una nazione meravigliosa in cui ho avuto modo di andarci e apprezzare le sue bellezze, il fascino delle sue città, a partire da Istanbul e poi come non pensare a quello che ha da offrire la Cappadocia, un mondo quasi fiabesco.

Bodrum, Antalya e poi tante altre località di vacanza balneare in cui rilassarsi e vivere una bella vacanza, base di partenza per tour più o meno lunghi nel Mar Egeo, in particolar modo vivendo l'esperienza della navigazione in caicco, con o senza skypper.

E che dire di Efeso? culla di civiltà e di storia millenaria.

Istanbul: ci vorrebbero pagine e pagine per illustrare quanto ha da offrire.

Ieri i terroristi hanno voluto colpire uno degli aeroporti più importanti e strategici, porta d'ingresso non solo in Turchia ma anche uno degli Hub internazionali più importanti, dimostrando ancora che si possono mettere in atto tutte le misure di sicurezza ma è quasi impossibile poter prevedere e bloccare simili attentati, specialmente in aeroporti e luoghi così affollati, oppure bisognerebbe controllare tutte le persone che entrano ma questo significherebbe mettere ancora più in ginocchio l'operatività di un grande scalo aeroportuale.

Infatti la Turkish Airlines, compagnia aerea che negli ultimi anni va sempre più riscuotendo il gradimento del pubblico, ha ampliato la rete dei collegamenti, raggiungendo mete di lungo raggio.

Concludo l'articolo manifestando, dal mio piccolo, tutto il cordoglio possibile alla Turchia, alle vittime, alle famiglie delle persone che hanno perso la vita in questo attentato e, unendomi al coro di voci che ogni volta si levano in queste situazioni, spesso pronunciate dagli stessi politici e strateghi di cui alcuni  hanno contribuito ad alimentare la follia terroristica, vorrei dire BASTA ma so bene che resterà una voce inascoltata.