03 aprile 2021

La seconda Pasqua...in rosso



Lo scorso anno, quando per la prima volta nella nostra vita ci fu impedito anche di poter andare in Chiesa a celebrare una giornata così importante soprattutto per i credenti, accettammo anche questa limitazione, innanzitutto per il rispetto dovuto alle tante persone che erano state violentemente colpite dal virus, e di tutto il personale sanitario che stava combattendo una battaglia quasi a mani nude.

Non sapevamo ancora nulla di definito su questo maledetto nemico che era entrato nelle nostre vite, facendoci sentire fragili e indifesi.

L'estate ci aveva portato in uno stato di eccessiva ebbrezza, alimentata anche da messaggi che ci arrivavano e ci davano l'illusione che l'incubo fosse finito.

Ci accorgemmo ben presto che quella che sembrava fosse la fine, non era altro che l'inizio di un nuovo percorso da cui ancora non siamo usciti.

Le nostre Istituzioni spesso ci offrono la sensazione di navigare a vista e di aver perduto il timone necessario a far traghettare la nave in un porto sicuro.

Noi stessi abbiamo consumato gran parte dell'energie necessarie a tenere in piedi quella resilienza di cui tanto si è parlato in questo lungo anno.

Anche per questa Pasqua, che tutti auspicavamo diversa, ci ritroviamo confinati nelle nostre abitazioni e ci viene permesso il minimo indispensabile.

L'Italia, spesso criticata, ha la grande capacità di tirare fuori il meglio di se stessa nei momenti più drammatici e saprà mantenere fede a questa sua caratteristica anche in questa Pasqua 2021.

Non mancheranno scene di persone che saranno meno rispettose degli obblighi che ci sono stati chiesti e probabilmente i media focalizzeranno l'attenzione mediatica su queste persone che pensano di essere dei gran furbi e forse molti di questi presunti furbi non hanno mai messo piede in una terapia intensiva o non hanno mai avuto un loro caro in fin di vita dentro un ospedale.

La stragrande maggioranza del popolo italiano dimostrerà il suo valore.

E' ancora un grande sacrificio che dobbiamo assumere a testa alta, perché possa essere veramente l'ultimo sforzo che ci viene chiesto di fare.

Mentre la gente comune si sacrifica per il bene di tutti, il Governo, le Istituzioni, facciano il loro dovere fino in fondo, mettendo da parte beghe politiche e mettano in atto tutte le misure necessarie per mettere in sicurezza sanitaria, economica e sociale la nostra cara Italia.

Speriamo anche che questo possa avvenire in ogni angolo del mondo.

Ognuno di noi ha messo in attesa i suoi personali desideri: tornare a vedere uno spettacolo al teatro, assistere alla proiezione di un film dal grande schermo di una sala cinematografica, tornare ad allenarsi in palestra, andare a cena fuori, ritemprarsi in un centro benessere, ascoltare un concerto, tornare sugli spalti di uno stadio o di un palazzetto per tifare la squadra del cuore.

E ovviamente abbiamo tutti il grande, irrinunciabile desiderio di poter tornare a viaggiare.

Il traguardo è quasi vicino e ci sono già dei primi segnali che ci fanno sperare bene.

Con l'augurio che questa Pasqua ci porti definitivamente verso una nuova alba, invio a tutti voi i miei più sentiti e sinceri auguri.