venerdì 3 aprile 2020

Scenario dei viaggi post Covid-19


Quale sarà lo scenario dei viaggi post covid?

Rispondere a questa domanda non è un’operazione estremamente semplice.

Al di là del comprensibile desiderio di voler tornare a viaggiare, inevitabilmente dovremo fare i conti con una serie di variabili che determineranno la formulazione della risposta.

Prima di tutto ci si deve chiedere quando sarà possibile tornare a prendere un aereo, un treno, imbarcarsi su una nave da crociera, noleggiare un’auto per un viaggio in libertà?

Abbiamo già vissuto l’altalenarsi che c’è stato fino ad oggi.

Siamo partiti che il virus sembrava essere limitato ad una provincia dell’immenso stato cinese, finché questo nemico, probabilmente molto sottovalutato all'inizio, è dapprima entrato nel nostro territorio,  gradualmente ci venivano chiuse le frontiere da una miriade di Stati esteri, molto preoccupati che il virus potesse entrare da loro e metterli ancora più in difficoltà.

Molti di questi Stati erano anche delle importanti destinazioni turistiche.

Gli Stati a noi più vicini (Spagna, Francia, Germania, Regno Unito) anche quando il virus era entrato violentemente nel nostro territorio, hanno continuato ad adottare delle politiche scellerate ed oggi stanno pagando un duro prezzo.

Anche la lontana e supertecnologica America sta facendo i conti con un nemico a cui certo non può rispondere come aveva risposto in precedenza, quando fu attaccata da un altro subdolo nemico che è il terrorismo internazionale.

Alla data del 02 aprile 2020, da fonte del TG1, risulta che 3 miliardi e 900 milioni di abitanti nel mondo sono coinvolti in questo problema. Parliamo della metà della popolazione mondiale.

Il risultato è un mondo chiuso, blindato nei propri confini statali, senza più collegamenti, con grandi incertezze sul futuro.


In uno scenario così “apocalittico” non è che può esistere la bacchetta magica che ci fa tornare da un momento all'altro nelle nostre vite precedenti, ci fa risvegliare come se tutti avessimo vissuto un bruttissimo incubo notturno e tutto riparte come prima del Covid-19.

Ci vorrà molto tempo prima che gli Stati riaprano le frontiere, autorizzino gli spostamenti interni ed esterni, gli aerei possano tornare a decollare ed atterrare con i loro carichi di persone e di bagagli, le navi fermarsi nei porti e far scendere centinaia di passeggeri, curiosi di scoprire cosa ci sia nella città in cui hanno attraccato.

Quindi anche la scelta di un viaggio sarà determinata dalla ripresa di una normalità.

Una marcia lenta, graduale con tante incognite ancora da definire.

In una prima fase si potrebbe ipotizzare che la scelta di un viaggio, di un soggiorno, si orienterà verso destinazioni vicine e quindi avremo un ritorno alla vacanza italiana e potrebbe essere un motivo per andare a conoscere tante città, borghi, territori che sono venuti alla ribalta solo in questa drammatica circostanza.
Se proprio ci si volesse allontanare lo si dovrà fare in considerazione della fattibilità operativa del viaggio e delle garanzie che può offrire la destinazione sotto il punto di vista della sicurezza e della possibilità di poter fare immediatamente ritorno a casa, qualora si presentassero delle circostanze impreviste.

Quali potrebbero essere le tipologie di viaggio che verranno più richieste?
Probabilmente alcune tendenze che si erano già delineate negli ultimi anni, avranno un ulteriore sviluppo.

Si avrà una maggiore consapevolezza anche nella scelta di un viaggio e si presterà molta attenzione a proposte che riavvicineranno l’individuo al benessere, inteso non come benessere edonistico ma come ricerca di un più genuino contatto con la natura, la valorizzazione del territorio e dell’ambiente, la voglia di ritrovare il calore di un abbraccio di cui abbiamo dovuto fare a meno per lungo tempo.
Altra importante variabile che inciderà sulla scelta di un viaggio sarà quella economica.





Dopo l’emergenza sanitaria sarà sempre più determinante la gestione della sofferenza economica che cresce in funzione della durata di quella sanitaria e delle conseguenti limitazioni e restrizioni delle attività.

Come conseguenza ci sarà un riposizionamento delle classi sociali.

Già avevamo avuto una forte crisi che aveva colpito in particolare la cosiddetta fascia del ceto medio, con un ulteriore impoverimento di una buona parte di popolazione.

Inevitabilmente assisteremo ad un ulteriore impoverimento e quindi ognuno di noi dovrà rivalutare la sua scala dei bisogni e si tenderà di più a cercare di soddisfare i bisogni primari (cibo, salute, sicurezza) prima di rivolgere lo sguardo a quelli più voluttuari, anche se negli ultimi tempi questa tipologia di consumo era entrata a far parte dei bisogni primari, riconoscendo nel viaggio una parte fondamentale per la soddisfazione di un individuo.

Probabilmente questo avrà come conseguenza una enorme difficoltà da parte di tante persone, che magari ancor di più cercheranno nel mare delle offerte quella più consona alle loro possibilità di investimento e da un’altra parte vedrà un ampliamento della domanda legata al cosiddetto “turismo lusso” riservato ad una tipologia di clientela che sicuramente non avrà avuto grandi danni da questa ultima crisi e potrà tornare a concedersi vizi e stravizi, potendoselo permettere.

Cosa dovranno fare le agenzie di viaggi, i tour operator, i consulenti turistici?
Dovranno tenere conto di tutte le variabili e tarare le programmazioni, le idee di viaggio, in funzione delle nuove aspettative che si verranno a delineare nei prossimi mesi.

Dovranno essere capaci di saper accogliere il ritorno delle persone con grandi risorse sia professionali che umane in quanto il consumatore nel momento in cui andrà a chiedere un servizio, vorrà trovare tranquillità, rassicurazioni, empatia, ascolto.

Vorrà entrare in luoghi dove non possa avvertire angoscia, o vedere la persona che gli sta proponendo un viaggio con un viso contrito e afflitto.

Foto di Gerd Altmann


Con questo non voglio dire che bisognerà indossare una maschera con un sorriso finto, quel sorriso dovrà sgorgare dal cuore, perché nel momento in cui si riparte, ancor più ci si dovrà sentire fieri di poterci essere nella ripresa e poter giocare un ruolo importante per il rilancio dell’economia.

Cosa sto facendo io in questo periodo?
Sto prendendomi il maggior tempo che ho a disposizione per entrare mentalmente nella nuova fase e prepararmi con idee nuove, esperienze da proporre sia per far apprezzare la nostra bella Italia sia per far conoscere una destinazione a noi molto cara come è la Spagna, una destinazione che ha tanto da offrire e che, purtroppo, ancora oggi viene proposta con troppe idee standardizzate che ne danno un’immagine parziale.

Se avete il desiderio di seguirmi potete trovarmi
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Autore Santo David





domenica 29 marzo 2020

Viaggi prenotati, annullati o da annullare. Viaggi futuri. Chiarimenti.


Foto di Jan Vašek 



Prenotazioni viaggi e vacanze in questo periodo: facciamo chiarezza.


L’attuale situazione che ha coinvolto, ormai, tutto il mondo, è un qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. 

Lo stato di estrema eccezionalità ha letteralmente “sconquassato” uno dei settori che vive in funzione dello spostamento delle persone, sia se esse viaggiano per business sia se viaggiano per motivi prettamente di svago, relax, cultura. 

Gli scenari sono andati modificandosi di giorno in giorno ed anche di ora in ora. 

Le agenzie di viaggi e i tour operator hanno dovuto prima di ogni altra cosa fronteggiare l’urgenza di tutelare clienti in qualsiasi parte del mondo essi si trovassero, con un impegno di risorse umane e finanziare dai costi incalcolabili, nel pieno rispetto delle leggi che regolano l’acquisto di un pacchetto turistico. 

Contemporaneamente, seppur con enormi difficoltà operative (per effetto delle limitazioni che hanno determinato che anche le agenzie di viaggi dovessero essere chiuse al pubblico), in modalità “smartworking”, le stesse agenzie con il supporto delle “unità di crisi” dei tour operator hanno gestito e continuano a gestire chi non è partito ed era prossimo a farlo, intendendo con questo partenze comprese in linea di massima fino al 30 aprile, perché per le partenze successive, al momento, rimangono in vigore le condizioni contrattuali già esistenti, salvo eventuali altri provvedimenti governativi.

E qui sono nate le prime incomprensioni tra una parte dei viaggiatori (a volte foraggiati da interventi di pseudo esperti nelle trasmissioni televisive, o da interpretazioni fatte da alcuni giuristi  per conto di alcune Associazioni dei consumatori) sulla modalità di rimborso che, nel pieno rispetto dell’articolo 28 del decreto legislativo nr. 9, ha concesso in via del tutto straordinaria (quindi soggetta a determinate circostanze),  la facoltà ai tour operator di poter anche rilasciare al cliente un “voucher” dello stesso importo versato già dal cliente per un viaggio da effettuarsi entro un anno dalla data di rilascio dello stesso voucher. 

Chiariamo qui il punto: il voucher è a tutti gli effetti un rimborso, non è un obbligo per il tour operator che potrebbe, qualora lo decidesse, rimborsare anche con denaro il cliente, ma qualora il tour operator decide di rilasciare un voucher, non sta andando contro la legge, sta rispettando le norme emanate dal Governo di questo Stato. 

Ribadisco che questa possibilità non è la norma generale che regola il recesso da parte del consumatore per cause a lui non imputabili, è una norma straordinaria ed eccezionale, applicata solo ed esclusivamente per questo tipo di situazione che ha comunque messo in enorme difficoltà tour operator e agenzie di viaggi. 

Per le modalità di utilizzo di questi voucher, i clienti devono avere come riferimento l’agenzia di viaggi dove hanno prenotato o il tour operator, qualora avessero acquistato il viaggio direttamente con il tour operator stesso (per esempio attraverso il sito del TO o attraverso i loro call center) sapendo che l’agenzia e il tour operator sono dei “professionisti” che hanno a cuore i loro clienti e agiscono nel pieno rispetto delle norme ordinarie e straordinarie. 

Le stesse agenzie sapranno dare indicazioni precise in merito a chi avesse prenotato viaggi con date di partenza posticipate in periodi, che tutti speriamo tornino ad essere normali.


 
Foto di Andrian Valeanu


Se un cliente volesse comunque annullare un viaggio (non ancora contemplato nelle condizioni previste dal voucher) può farlo e qualora il motivo dell’annullamento è previsto da una polizza assicurativa “garanzia annullamento” (purché sia stata preventivamente acquistata al momento della prenotazione) potrà recuperare l’importo della penale addebitata (per le condizioni deve rifarsi alla polizza). 

Veniamo adesso al caso di chi si stava apprestando a prenotare per una vacanza estiva o per esempio un viaggio di nozze (generalmente questo tipo di viaggi si decidono con largo anticipo). 

Il suggerimento che mi sento di dare è quello di rivolgersi comunque ai vostri “consulenti”, che, anche se da casa, continuano ad essere operativi e vi sapranno fornire tutte le indicazioni che sono state adottate dai tour operator, dalle compagnie di navigazione , per favorire le prenotazioni 

Sono state aggiunte alcune garanzie (per esempio cambio data o cancellazioni senza penali) che si vanno ad aggiungere alle tutele già esistenti per chi, comunque, prenota prima. 

Un altro grande dubbio che comprensibilmente può passare nella mente di chi si appresta a rivolgersi ad una agenzia di viaggi per una prenotazione di un servizio da usufruire in un tempo successivo, è quello sulla eventuale “solvibilità” dell’agenzia di viaggi o del tour operator. 

Anche su questo mi sento di fare delle precisazioni in merito. 

Quando ci si rivolge al canale distributivo organizzato, e con questo mi riferisco ad agenzie di viaggi e tour operator autorizzati a norma di legge (quindi non gli abusivi di cui, purtroppo, è piena l’Italia) il consumatore è tutelato dal “Fondo di Garanzia” che è un’assicurazione obbligatoria a carico dell’agenzia e del tour operator, che garantisce il viaggiatore nel caso (che nessuno si vuole augurare) d’insolvenza da parte dell’agenzia o del TO. 

Nel momento in cui voi acquistate un viaggio, una vacanza, una crociera, vi verrà fatto sottoscrivere un “contratto di viaggio “ a norma di legge e su questo contratto devono essere riportati gli estremi del Fondo di Garanzia dell’agenzia venditrice e dell’organizzatore. 

Mi auguro di aver dato un mio personale contributo nel far chiarezza. 

Anche io sono in modalità “smartworking”, se avete necessità di contattarmi mi potete inviare una email a santo@santodavid.it oppure scrivermi direttamente dal modulo contatti del mio sito 

Santo David

giovedì 12 marzo 2020

Agenzie di viaggio: ieri, oggi, domani

Foto di David Mark da Pixabay 
Era l'agosto del 1990.

Allora ero un giovane agente di viaggi. Da dieci anni svolgevo finalmente quel lavoro a cui avevo sempre aspirato fin da bambino 


Non esistevano tutti gli strumenti che abbiamo oggi e le notizie ci arrivavano solo attraverso la televisione o la radio, e poi con gli approfondimenti sui quotidiani nazionali (il tempo delle edizioni straordinarie quando le tirature dei giornali avevano delle impennate pazzesche perché tutti a comprare la copia in edicola)

Fu un impatto molto forte e si temette di dover entrare in un nuovo conflitto mondiale.

Gli stessi italiani che avevano già vissuto l'incubo del terrorismo furono colti da un raptus di paura e si ebbero anche allora le scene di oggi: supermercati chiusi, fermo di ogni viaggio.

Tanta fu la crisi che anche io come tanti colleghi fummo momentaneamente messi in ferie forzate o licenziati, in attesa che le cose tornassero come prima.

Fu per me un colpo fortissimo e non potevo pensare che quel mio sogno che mi portavo dentro da bambino svanisse.

La speranza era più forte della sconfitta e quando la guerra terminò nel febbraio del 1991, la gente uscì dall'incubo e tutto tornò come prima. Finalmente ripresi a fare quello che avevo sempre voluto fare.

A seguire ci furono gli anni del ritrovato boom economico, l'Italia sembrava essere abitata da un popolo di Yuppies, come nel famoso film dei fratelli Vanzina del 1986 (interpretato da Massimo Boldi, Jerry Calà, Christian De Sica, Ezio Greggio)



Era il pomeriggio del 11 settembre 2001: 

ero al bar a prendere un caffè in compagnia di un collega e si parlava della stagione appena trascorsa che ci aveva regalato tante soddisfazioni e si pensava già a tutti i viaggi prenotati per la stagione autunno inverno... ma qualcosa stava accadendo nel mondo




Ognuno di noi che ha vissuto quella giornata, ricorda l'esatto momento dove era e come apprese la notizia.

Tramite la radio che avevamo in agenzia arrivavano gli aggiornamenti e le notizie erano sempre più drammatiche.
Io, come tanti altri agenti di viaggi in Italia, avevamo clienti che stavano effettuando dei viaggi negli Stati Uniti, molte coppie stavano celebrando il loro viaggio di nozze tanto desiderato.

Furono giornate di grande caos e di grande angoscia. Non avevamo gli strumenti di adesso ma sapevamo di avere una missione da compiere: far tornare a casa i nostri passeggeri e nello stesso tempo tranquillizzare i familiari che venivano dentro i nostri uffici a chiederci informazioni in continuazione. 
Abbiamo dato veramente il massimo, non avevamo più orari, eravamo nelle nostre agenzie a cercare in tutti i modi possibili di metterci in contatto con compagnie aeree, ambasciate, consolati, rappresentanti in loco. 
E' stata dura ma abbiamo fatto ritornare tutti e il regalo più bello è stato quando sono venuti da noi con le loro famiglie a dirci: "grazie per tutto quello che avete fatto".

26 dicembre 2004

stavamo smaltendo le "abbuffate" delle giornate natalizie quando le nostre vite furono sconvolte da immagini terribili dello tsunami che portò devastazione e migliaia di vittime.
Anche in questa occasione c'erano tanti italiani che avevano deciso di trascorrere le vacanze natalizie e di fine anno in tanti luoghi esotici di questa vasta area


A quell'epoca ancora non era esploso il boom delle vacanze "fai da te" e quindi la stragrande maggioranza dei viaggiatori erano alloggiati in resort, villaggi turistici, stavano effettuando dei tour, e dietro a tutto questo ci stavano agenzie di viaggi e tour operator.
Furono altre giornate drammatiche per il mondo, e gli agenti di viaggi non ci pensarono un minuto a mettere da parte le loro giornate di riposo natalizio per dare tutta l'assistenza possibile e fare in modo che tutti i clienti tornassero in Italia, fossero assistiti sul posto.

13 gennaio 2012: 

era un sabato mattina e mi stavo avviando in ufficio. A quei tempi già esistevano i telefonini e mi arriva un sms di una collega che mi accenna ad un naufragio di una nave italiana.
Accesi la televisione e apparvero le prime immagini di quella tragedia.



Di conseguenza ci furono annullamenti, da parte dei clienti, della quasi totalità delle prenotazioni che erano già state fatte per la stagione estiva. 

Tutto il personale della Costa Crociere fu richiamato per poter dare ogni forma di possibile assistenza ai tanti passeggeri presenti a bordo della nave che dovevano rientrare nelle loro abitazioni e molti di questi abitavano anche fuori dell'Italia. 
Anche gli agenti di viaggi che avevano passeggeri prenotati e gruppi di persone che pensavano di andare a trascorrere sette giorni di relax e divertimento, ed invece si trovarono coinvolti in una immane tragedia, furono assistiti costantemente.

17 agosto 2013: 

il terrorismo internazionale era tornato a mietere vittime, a spargere sangue innocente, a limitare il desiderio di vacanza. 
Il Mar Rosso era una delle mete più ambite come destinazione turistica e in quell'agosto del 2013 le agenzie e i tour operator avevano centinaia di clienti che erano alloggiati nei tanti resort del Mar Rosso (Sharm, Marsa Alam, Marsa Matrouh) e tanti altri erano in procinto di partire per l'agognata vacanza.
Quel venerdì e i giorni successivi furono giornate in cui, per effetto dello sconsiglio della Farnesina, si dovette procedere da parte dei tour operator al rimpatrio dei tanti connazionali che erano in vacanza e anche in questa occasione tutti gli agenti di viaggio erano nelle loro agenzie per coadiuvare le operazioni, dare assistenza, fornire informazioni a chi doveva partire ed era costretto ad annullare il viaggio




Queste che ho citato sono solo una parte delle tante situazioni in cui clienti italiani in vacanza in ogni luogo del mondo si sono trovati in difficoltà, in pericolo, eppure hanno sempre avuto al loro fianco schiere di professionisti che non li hanno mai abbandonati e li hanno tutelati e assistiti in tutte le forme possibili. 
Potrei andare avanti nel ricordare tante altre situazioni difficili e drammatiche: attentati, colpi di stato, eruzioni di vulcani con blocco degli spazi aerei, scioperi ad oltranza con cancellazioni di voli, fallimenti di compagnie aeree con passeggeri abbandonati negli aeroporti e nella lista ci metto anche fallimenti di tour operator con clienti che sono stati spesso assistiti da altri tour operator.

Siccome non ci bastava tutto questo, abbiamo avuto pure la più grande crisi economica mondiale e lo sviluppo selvaggio del web che ha dato la possibilità a tante persone di potersi organizzare da soli e fregarsene delle agenzie di viaggi e dei tour operator, perché noi saremmo nell'immaginario di una buona parte del "fai da te", quelli che "fanno i prezzi più alti" quelli che "vogliono farsi solo i loro interessi", per molti veniamo ancora visti come se fossimo dei "fighetti".

Una ubriacatura che ha purtroppo snaturato il valore della persona, della consulenza, della competenza, dell'esperienza e ha fatto si che tante agenzie e tanti tour operator hanno dovuto chiudere le loro aziende, non perché improvvisamente non erano più capaci di fare il loro mestiere ma perché la concomitanza di una serie di fattori negativi li ha messi al tappeto.

31 dicembre 2015: 

questa volta non è una data da collegare ad un evento internazionale ma è la data in cui, dopo 34 anni, quel bambino che sognava il mondo, dovette fare la scelta più dolorosa e che mai avrebbe voluto fare: cedere e dire addio alla sua agenzia di viaggi nei quali aveva trascorso gli ultimi 10 anni in compagnia di altre splendide socie e colleghe.


Chiunque di noi abbia dentro una passione, una missione, sa che non è così facile arrendersi ed infatti io non mi sono arreso perché dentro di me, anche se oggi sono un uomo maturo, ci sta sempre quel bambino che sognava il mondo e il mio mestiere lo continuo a fare come prima e con più energia di prima.

Marzo 2020: 

pensavo di aver esaurito tutte le possibili varianti e mai, come del resto credo ognuno di noi, mai e poi mai avremmo immaginato di ritrovarci tutti dentro un grande incubo che finché era relegato in un paese lontanissimo da noi non ci metteva più di tanta paura.

Quel maledetto virus è andato oltre i confini, gli steccati che dividono l'umanità, ha superato ogni frontiera e non aggiungo altro visto che in questi giorni non facciamo altro che parlare di corona virus, di ascoltare notizie (vere e false), di condividere paure ed angosce.

Una batosta enorme per il turismo e per tutte le attività economiche, in particolare quelle collegate alla socialità, al gusto del vivere, inteso come viaggio, cibo, divertimento, ospitalità, trasporto, cultura, arte, spettacolo, intrattenimento ecc.

Il mio primo pensiero va senza ombra di dubbio alcuno alle persone che purtroppo hanno pagato con la vita (e so che tra questi ci sono molte persone anziane), alle centinaia di operatori sanitari che stanno dando se stessi per assistere chi è costretto ad andare in ospedale, ai medici e agli scienziati che stanno cercando di trovare la soluzione per arginare questo nemico.

Però devo anche porgere un pensiero a tutte le persone che in questi giorni, pur non dormendo più la notte,  per la contemporanea paura oltre che del contagio di essere anche costretti a chiudere per sempre le loro agenzie di viaggi, hanno continuato, e continuano, adesso da casa, ad elargire assistenza, a cercare di dare un aiuto a chi sta in difficoltà, a chi è bloccato in qualche aeroporto nel mondo.

Nessuno di noi se ne è fregato, tutti chi di più chi di meno stiamo dando il massimo per tutelare chi ci ha dato fiducia, e fatemelo dire in questo momento non abbiamo il tempo né le energie per assistere chi ha voluto fare da solo ed adesso non sa come fare.

Noi ci siamo, continuiamo a combattere con voi e per voi, per farvi ritornare nelle vostre case, per aiutarvi a non perdere la voglia di viaggiare.

Quando tutto questo passerà perché passerà, forse tanti di noi non ce l'avranno fatta a tenere in piedi le loro agenzie e questo non significa che avranno rinunciato, magari troveranno altre modalità per continuare a vivere la loro passione, la loro professione e si riprenderà a viaggiare, a volare, a sognare, ad innamorarsi sotto un cielo tropicale con migliaia di stelle,

Foto di Pezibear da Pixabay 
ad immergersi nel blu del mare, a sdraiarsi e godersi il sole che accarezza la pelle, a ballare e vivere una notte di follia, torneremo ad abbracciarci più forte di prima.

Noi ci siamo stati,. ci siamo e saremo sempre al vostro fianco per farvi vivere un viaggio e voi dovete sapere che noi non vi abbandoniamo mai come il faro non abbandona mai le sue navi.

Santo David


martedì 3 marzo 2020

Dove vado in vacanza?

Foto di Dariusz Sankowski

Partendo dal presupposto che, come già scritto nel precedente articolo, non ci deve essere nessuna forma di paura che possa uccidere la nostra voglia di viaggiare (https://www.agentediviaggi.net/2020/02/volete-che-la-paura-uccida-la-vostra.html),
pur volendo mantenere il desiderio di partire per un viaggio, la domanda che ci si pone in questi giorni è: 

"Dove vado in vacanza?"

In effetti sentendo le notizie che circolano quotidianamente, sembrerebbe che tutto il mondo ci stia chiudendo le frontiere per precauzione, ma è realmente così?
Se andiamo a scorrere le pagine del sito ufficiale di riferimento, ossia viaggiare sicuri, troviamo una sezione dedicata alle schede degli stati che stanno applicando delle restrizioni all'ingresso o al transito di noi italiani.
Tale pagina viene costantemente aggiornata e rimane il testo a cui attingere per avere notizie certe.
Se però andiamo a vedere la lista degli Stati che stanno applicando delle rigide regole verso i passeggeri provenienti dall'Italia ed analizziamo le singole schede, già ci sono da fare delle differenze tra chi applica restrizioni solo a passeggeri provenienti dalle zone più colpite, tra chi le applica a tutti, tra chi fa entrare ma ti mette in quarantena, tra chi ti invita ad usare delle precauzioni.
Poniamoci però un'altra domanda.

Da quanti Stati è composto il mondo?

Siamo veramente così sicuri che non ci sia più un posto dove poter andare?

Forse la destinazione che avremmo voluto visitare momentaneamente, anche a causa di come è stato gestito da noi questo problema, potrebbe non volerci e allora se proprio non volessimo rinunciare ad un viaggio, ad una vacanza, possiamo dirottare le nostre scelte verso quelle destinazioni che continuano ad accoglierci.
Il mondo è bello nella sua varietà ed ogni destinazione, ogni popolo, ogni cultura ha da darci qualcosa se abbiamo la capacità di viaggiare con l'anima.
Foto di Luisella Planeta Leoni
Capisco anche che in questi giorni, sono tanti i dubbi che serpeggiano nella mente delle persone.

"Se parto e poi arriva il blocco cosa mi succede", "se prenoto e poi non posso più partire?, "se la compagnia aerea mi sopprime il volo cosa faccio?

Domande lecite e giustificate dal senso di confusione che si può venire a creare in queste concitate giornate, in cui spesso capita che a prendere la parola non siano esperti dei vari settori ma gente chiamata solo per fare share e poi combinano più guai di quanti già ce ne siano.
Allora ancor di più in queste situazioni non ci si deve improvvisare e pensare che è meglio fare da soli.
Ognuno nella sua vita è libero di fare le scelte che vuole però poi si deve assumere anche la responsabilità se si dovesse trovare in grosse difficoltà.
In questi giorni e in quelli che verranno, la stragrande maggioranza dei professionisti del settore, e con questo voglio riferirmi alle centinaia di agenzie di viaggi sparse in ogni luogo d'Italia, gli uffici operativi dei tour operator, i consulenti di viaggi che collaborano con agenzie autorizzate, assistenti nei posti di vacanza, assistenti negli aeroporti, pur tra mille difficoltà stanno aiutando clienti, si stanno dando da fare per permettere alle persone di rientrare nel luogo di partenza, stanno attivando numeri di emergenza, sono sul fronte 24 ore su 24 per tutelare e assistere il proprio cliente.
Anche per coloro che non avessero ancora deciso, e volessero lo stesso prenotarsi una vacanza estiva, come generalmente si comincia a fare in questo periodo, se si recano in agenzia di viaggi, il loro agente di viaggi, purché sia preparato ed esso stesso non si faccia prendere dal vittimismo e dal disfattismo, saprà consigliare al meglio, visto che molti tour operator, e  le più importanti compagnie crocieristiche hanno introdotto delle particolari garanzie che si vanno a sommare a quelle che di solito sono riservate a chi prenota con largo anticipo.
Guardiamo avanti con positività e continuiamo a porci quella bellissima domanda 

"dove vado in vacanza" 

domanda che già nel porsela ci fa pensare ad un luogo lontano, ci fa ricordare un viaggio che abbiamo fatto, ci fa passare la paura.

Torno a ripetere: nessuna paura deve toglierci la voglia di viaggiare.

Santo David

sabato 29 febbraio 2020

Volete che la paura uccida la vostra voglia di libertà?

Foto di Anemone Pixbay
Accendo la televisione e ritrovo le solite persone che in questi giorni stanno facendo la spola tra i vari studi televisivi per informarci su cosa sta accadendo, su come dobbiamo comportarci.

Vado su Facebook ed anche da lì arrivano notizie che fanno pensare al momento complicato che stiamo vivendo.

Sono in metro, mi guardo intorno e vedo alcune persone indossare delle mascherine e soprattutto vedo poche persone quando normalmente non si riesce neanche a salire per la folla che ci sta.

Passo di sera in una piazza sempre affollata e la vedo con poche persone che furtivamente passano e vanno via.

Quel virus partito dalla Cina si è trasformato da un elemento di pericolo per la salute ad un killer che sta uccidendo la libertà degli individui.

Se permettiamo alla paura di dominare le nostre sensazioni, le nostre emozioni, la nostra voglia di vivere, quel virus può fare più vittime di quanto in realtà ne abbia fatte e forse ne farà.

Oggi non mi interessa stare qui a sindacare sulle responsabilità di chi abbia permesso che delle giuste raccomandazioni si trasformassero in un'onda di negatività che unendosi all'emotività della maggior parte delle persone ha creato, sta creando e continuerà a creare conseguenze che sono diventate un attacco alla libertà di ognuno di noi.

Il viaggio è una delle espressioni più belle della libertà umana.

Basti pensare ai grandi viaggi del passato che hanno contribuito alla creazione delle grandi civiltà del mondo.

Grandi scrittori hanno viaggiato per raccontarci il mondo e gran parte di essi avevano l'Italia come meta principale dei loro tour e ne hanno esaltato la bellezza, facendo si che altre persone desiderassero venire in Italia per innamorarsene.

Il viaggio fino a non molto tempo fa era ancora prerogativa di poche persone che si potevano permettere di trascorrere un periodo della loro vita partendo alla scoperta del mondo o andandosi a concedere dei giorni di relax in qualche isola tropicale.

L'avvento delle compagnie aeree low cost, gli investimenti fatti da importanti tour operator per offrire sempre più servizi al moderno viaggiatore, navi da crociera sempre più tecnologiche e sempre più grandi, la possibilità di potersi costruire il viaggio da soli, tutto questo ha incrementato la libertà di potersi concedere un viaggio, breve o lungo che sia.

Io non posso accettare e credo che nessuno di noi debba accettare la privazione della libertà di movimento, della possibilità di partire per realizzare un sogno che cova dentro di noi, la bellezza di essere in un luogo lontano dalle nostre normali abitudini, di confrontarci con altri popoli, di innamorarsi durante un viaggio magari sotto un cielo stellato, ascoltando le note di una musica.

Io in questo mondo ci sono cresciuto, ho speso gran parte della mia vita per far si che tante persone potessero avere la loro libertà di poter viaggiare.

Non sarà un virus a togliermi la libertà di continuare a fare quello che ho sempre fatto: amare il mondo, andarlo a conoscere, capirlo e condividerlo con gli altri.

Oggi ancor più di ieri consiglio alle persone che vogliono viaggiare di affidarsi ai professionisti del viaggio, siano essi tour operator e agenzie di viaggi autorizzate, siano essi consulenti che collaborano con queste realtà.

Non lo dico come se fosse un appello per la salvezza del settore.

Lo dico perché in passato ho vissuto tante altre difficoltà (basti pensare alla emergenza mondiale che si ebbe dopo l'attacco alle Torri Gemelle) ed io come tante stimate colleghi e colleghe le abbiamo gestite, sapendo che avevamo clienti da tutelare, da far rientrare in Italia, da assistere nell'emergenza.

Affidarsi ai professionisti del settore significa che per chi ha prenotato e si è trovato coinvolto nell'assurda chiusura di frontiere nazionali e internazionali, per chi si accingeva a partire e non lo può fare, per chi non vuole rinunciare alla libertà di tornare a viaggiare con tranquillità e serenità, troverà degli interlocutori preparati, che nonostante le grandi difficoltà che essi stessi stanno vivendo, sono persone abituate a gestire emergenze e a farsi interpreti delle normative di legge previste in questi casi.

Diffidate di tante notizie che vi stanno dando su come ci si debba comportare in tali situazioni e danno spesso informazioni fuorvianti su cancellazioni, penali, responsabilità.

L'acquisto di un pacchetto turistico è vincolato alle norme specifiche come testualmente citato nelle condizioni precontrattuali:


"La combinazione di servizi turistici che vi viene proposta e' un pacchetto ai sensi della direttiva (UE) 2015/2302, recepita in Italia con il D.Lgs 21.5.2018, n. 62, che ha modificato gli artt. 32-50 del D.Lgs 79/2011 (Codice del Turismo). Pertanto, beneficerete di tutti i diritti dell'UE che si applicano ai pacchetti."



Il vero professionista oltre a sapervi illustrare la bellezza di un posto, a fornirvi le migliori soluzioni, conosce le norme di legge e su quelle, insieme a voi, valuterà tutte le soluzioni da adottare.



La paura non ucciderà la nostra voglia di viaggiare, di raccontare, di stupirci

Santo David 



Foto di Terri Cnudde da Pixabay

domenica 9 febbraio 2020

C'era una volta...il fattorino



La sera quando torno a casa mi trovo a passare davanti ad un punto vendita di una famosa catena mondiale di hamburger (è facile immaginare quale essa sia) e di vedere una pletora di personaggi, chi in piedi, chi seduto per terra, con le loro borse gialle, in attesa di inforcare le loro biciclette, o per i più attrezzati i loro scooter, pronti a lanciarsi di corsa a consegnare pizze, panini, bibite.

Guardandoli, ho ripensato ad altre figure che, una volta, partivano di mattina presto dalle loro sedi (spesso prestigiose) pieni di pacchi, di buste ed iniziavano i loro giri, per le vie di Roma, o comunque di qualsiasi altra città, per andare a consegnare biglietti aerei, vouchers alberghieri, omaggi, in poche parole quelli che in gergo si chiamavano "documenti di viaggio".

Il fattorino, un pezzo di storia del turismo, un retaggio nostalgico di un settore che su molte cose vive, ormai, di ricordi.

Il mio primo incontro con una di queste figure l'ebbi già durante il mio primo tirocinio (allora si chiamavano così prima che venissero definiti stage) quando mi trovai a trascorrere delle giornate presso l'agenzia di viaggi Utras, vicino San Silvestro qui a Roma.

Una agenzia che ricordo con molto affetto, perché mi trovai a vivere le prime giornate da "futuro agente di viaggi" in una prestigiosa realtà, dove ci stavano se ricordo bene quattro persone alla biglietteria aerea, due persone alla biglietteria ferroviaria (tra cui Omero che ha formato tante persone), impiegati addetti ai viaggi, il back office di contabilità e amministrazione.

Mi ricordo quando una mattina, arrivai tardi e trovai davanti all'ingresso dell'agenzia proprio lui: il fattorino che era già una persona avanti con gli anni e quando mi vide arrivare, cominciò a ticchettare sul suo orologio per farmi capire che ero in ritardo.

Dopo quel primo incontro ne ho visti tantissimi di "fattorini" arrivare nelle agenzie dove ho lavorato.

Ne potrei citare tanti e li ringrazio ancora oggi perché erano veramente delle persone speciali, quasi dotate di poteri sovrannaturali, una sorta di superman che riuscivano nel traffico di Roma, a volte sotto diluvi di pioggia, d'estate con il caldo e l'umidità, ad assicurare la consegna dei "documenti di viaggio"

Li vedevi arrivare in ufficio con i loro motorini, pieni di pacchi ma non si confondevano mai, perché prima di uscire si erano organizzati le consegne.


Molte volte andavano di corsa e ti lasciavano quei pacchi lì sulle scrivanie, mettevi una firma veloce sulla "distinta di consegna" e loro fuggivano via, specialmente in alta stagione.

Quando erano periodi più rilassanti, spesso si fermavano a scambiare qualche chiacchiera e tra un caffè e l'altro (molti di loro credo che alla fine abbiano avuto una overdose di caffeina...) erano una sorta di "gossip" delle agenzie perché sapevano vita morte e miracoli e spesso anticipavano notizie che poi diventavano di pubblico dominio.

C'era anche da considerare la "suspence" che si provava in attesa di quegli arrivi.
Spesso le partenze erano imminenti, i clienti fremevano di avere in mano delle carte che già gli dessero l'idea del viaggio ed eri lì che contavi le ore, i minuti e se non lo vedevi arrivare non è che avevi il "tracking" della consegna.

L'unico sistema era chiamare l'operatore, la compagnia aerea per cercare di sapere dove fosse quel fattorino e spesso veniva cercato, rintracciandolo tra le agenzie dove stava effettuando le consegne.

Arrivavano quelle buste ed era un momento emozionante sia per noi che avevamo venduto e organizzato il viaggio, ma ancor più per i clienti che, o erano in attesa nei nostri uffici, oppure vicini al telefono (di casa o dei loro uffici, prima che i cellulari rendessero tutto più immediato) e aspettavano di sentirsi dire "buongiorno sono pronti i suoi documenti"

Ci si vedeva in agenzia, si aprivano quelle buste (che mi ricordano le buste che ancora oggi vedo in qualche edicola e sono quelle buste sorpresa dove i bambini e le bambine trovano appunto delle sorprese) ed era bello toccare quelle carte, quei biglietti, quelle mappe.


Era come se il viaggio che era stato proposto e accettato dal cliente si stesse pian piano materializzando e il cliente cominciava a immaginare cosa ci potesse essere dietro i nomi degli alberghi, le descrizioni delle camere, le tipologie di una cabina su una nave da crociera, i codici di un biglietto aereo.

Erano tutti quei passaggi che costituivano quasi un rito ma avevano una loro scansione e tutto questo rendeva ancora più bella l'attesa e la concretizzazione di un percorso che era iniziato quando quel cliente non andava a cercare su internet ma entrava in agenzia, pieno di dubbi, di perplessità, di sogni, di aspettative, di esigenze da soddisfare e se nasceva la fiducia verso l'agente di viaggi che lo aveva saputo ascoltare e consigliare, si sviluppavano quei meravigliosi rapporti di reciproca fiducia, su molti dei quali personalmente ho costruito la mia carriera e di cui ne sono profondamente orgoglioso, anche se oggi molte di quelle persone, hanno tradito i loro "vecchi cari amici agenti di viaggi" ma purtroppo le dinamiche di oggi hanno portato a questo stato di cose.

Oggi le cose sono molto cambiate, forse sono più veloci ma spesso sono impersonali.

Il cartaceo è stato sostituito dall'elettronico, la maggior parte dei documenti si "scaricano" dal web, molti omaggi sono stati eliminati perché considerati un costo.

Questo è uno dei tanti ricordi delle tante persone che hanno contribuito a dare lustro ad un settore che, seppur oggi è stato aggredito da forze esterne , continua a conservare nel suo nucleo un patrimonio professionale, un serbatoio di persone straordinarie che hanno saputo dare a tante tante altre persone momenti di felicità.

In questo mio blog,se avete la voglia di sfogliare le sue pagine, troverete diversi articoli in cui si parla del "tempo che fu" un tempo di cui io sento di averne fatto parte e di esserne orgoglioso di esserci stato,  di avere anche io contribuito alla felicità di tante persone che insieme a me aspettavano quelle buste.

(Santo David)